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Oltre 30 quintali di sale prodotti nell’antica salina

COMACCHIO. La calda estate e particolarmente secca ha giocato a favore della produzione del sale nell’antica salina comacchiese, tornata in funzione, in chiave turistico-ambientale nell’estate di un...

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COMACCHIO. La calda estate e particolarmente secca ha giocato a favore della produzione del sale nell’antica salina comacchiese, tornata in funzione, in chiave turistico-ambientale nell’estate di un anno fa. «Siamo riusciti a produrre circa 30 quintali di sale - riferisce entusiasta Franco Verdi, presidente dell’associazione salinari comacchiesi -, nonostante alcune precipitazioni, di forte intensità in piena estate, abbiano in parte compromesso i buoni risultati che stavamo già raggiungendo».

Sole, vento, acqua salata immessa dal circuito delle vasche di evaporazione e tanta passione sono gli ingredienti fondamentali per la produzione dell’oro bianco, del quale i quasi 40 soci della neonata Associazione salinari comacchiesi, sono custodi. Numerose nel corso dell’estate, ma anche durante la sagra dell’anguilla, sono state le escursioni guidate in salina, alla scoperta di uno dei più antichi, suggestivi e faticosi mestieri di un tempo. Il recupero del bagaglio di tradizioni culturali, in un’ottica di promo-valorizzazione dei tratti identitari della comunità è un percorso che il Comune lagunare ha condiviso con il Parco del Delta e con il Cadf. Quest’ultimo tra l’autunno 2015 e l’inverno 2016 ha realizzato una serie di interventi, tesi alla regolazione delle acque in salina, oltre al recupero del centro didattico, lavori che hanno permesso di raggiungere i primi soddisfacenti risultati. (k.r.)

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