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Taglio di alberi in golena Il Reno sarà più sicuro

Taglio di alberi in golena Il Reno sarà più sicuro

In arrivo dallo Stato 500mila euro per pulire gli argini e le aree golenali Sopralluoghi dei tecnici regionali per definire le zone dove intervenire

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ARGENTA. Entro fine anno o al massimo nei primi mesi del nuovo anno la Regione Emilia-Romagna dovrebbe ricevere dallo Stato circa 500mila euro per poter effettuare tagli selettivi nelle aree golenali del fiume Reno. «Stiamo compiendo una rivisitazione nelle varie zone in quanto- spiega Claudio Miccoli, responsabile dell’area Reno Po di Volano - molte di queste zone sono vincolate. Con i soli fondi regionali facciamo molto fatica ad effettuare tagli di alberi nel bacino del Reno ed ei suoi affluenti, si pensi che si tratta di circa 900 chilometri di arginatture). Stiamo cercando di attivare tutti i canali possibili per poter avere i fondi necessari. Entro febbraio - affermaMiccoli - riceveremo fondi pari a 7 milioni e mezzo di euro con un finanziamento da parte dello Stato tramite il progetto Italia Sicura per la realizzazione di una cassa di espansione alla confluenza tra Reno e Samoggia in località Bagnetto in comune di Castello d’Argile e,una volta ultimata l’opera, (lo studio è stato compiuto dall’Università degli Studi di Bologna) potremo invasare 18 milioni dimetri cubi d’acqua nei 250 ettari di terreno. Nei primi mesi dell’anno faremo gli espropri e indennità di rischio ai proprietari dei terreni ed entro la metà del 2018 procederemo con la gara d’appalto. Miccoli evidenzia poi i problemi costituiti dalle tane degli animali. «Abbiamo un rischio potenziale molto alto - prosegue Miccoli -, la politica che stiamo portando avanti è quella che tende a fare manutenzione e poi c’è il problema degli animali che fanno le tane quali istrici, tassi, volpi e nutrie, tane che attraversano i corpi arginali. Bisogna agire su più livelli. Esiste anche il problema del legname che in certi periodi dell’anno fa da tappo vicino ai ponti. Abbiamo creato qualche rampa per toglierlo, ad esempio a Ponte Bastia nell’Argentano, anche se le opere di pulizia spetterebbero al proprietario del ponte, in questo caso l’Anas. Stesso discorso per i ponti ferroviari, dove gli interventi dovrebbero essere effettuati a cura delle Ferrovie.

Scarsità di fondi a disposizione, vincoli di vario genere e la vegetazione abnorme nel letto del fiume. Ci sono punti che non vengono puliti da anni. Per evitare disastri serve la prevenzione ma i fondi sono sempre limitati e ci sarebbe bisogno di ingenti somme perpoter intervenire. Alcune delle situazioni più critiche si trovano nel territorio argentano. «Oltre a Ponte Bastia, ci sono fenomeni di erosione delle golene nelle aree Filo e Longastrino e più a monte, nelle zone di Santa Maria Codifiume e diPasso Segni (località del Comune di Baricella, ndr). Siamo intervenuti - spiega Miccoli - creando una rampa a Ponte Bastia per togliere il legname dal letto del fiume». (m.bar.)



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