astenuti due dem e bova (fc), sconti nei canoni “spostati” sulle famiglie deboli
Via libera alle nuove regole Acer con ritocchi e sorprese
Ieri il Consiglio comunale, aperto da un minuto di silenzio per la scomparsa dell’ex vicesindaco Andrea Malfaccini, ha approvato anche la modifica del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di...
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Ieri il Consiglio comunale, aperto da un minuto di silenzio per la scomparsa dell’ex vicesindaco Andrea Malfaccini, ha approvato anche la modifica del Regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. Non sono mancate sorprese, come l’astensione di dem Girolamo Calò e Pietro Turri, e del civico Alberto Bova, per timori relativi all’impatto delle modifiche sugli inquilini deboli. Nel telaio già noto costruito sulle indicazioni della Regione, con l’attivazione di un “canone oggettivo” basato sulla qualità dell’alloggio e modifiche calcolate in base all’Isee, si sono innestati tre emendamenti di giunta: sotto i 7.600 euro si pagherà non più il 19 ma il 15% dell’Isee, e 1.400 famiglie deboli, ha detto l’assessore Chiara Sapigni, si vedranno ridurre l’attuale canone; tra 7.500 e 17.000 euro lo sconto minimo al canone viene portato dal 20 al 10%, quindi i più “ricchi” pagheranno di più; i casi di decadenza sono meglio specificati. Il monte canoni complessivo aumenterebbe dell’8%. Approvata una risoluzione di Alessandro Talmelli (Pd) per monitorare a tre anni gli effetti, non i sei emendamenti M5s. «Non ci convince la modalità di ricalcolo dei canoni verso l'alto. Per i nuclei con meno di 7.500 euro di reddito l'aumento medio sarebbe del 15%, ma così si rischia la crescita della morosità», li aveva presentati Ilaria Morghen. La richiesta di riduzione del canone in protezione è peraltro stata recepita dalla giunta. Gli altri emendamenti chiedevano di cambiare il parametro con cui si calcola l'affitto, «nel documento della giunta i valori al metro quadro sono più alti di quelli di Bologna, noi proponiamo siano almeno pari», aveva spiegato l’attivista Paolo Pennini. Poi s’intendeva favorire l'autorecupero degli alloggi con piccoli lavori di manutenzione effettuati famiglie in graduatoria, sulla base di elenchi annuali dell'Acer che in questo modo incrementerebbe le abitazioni disponibili, e una revisione della mobilità d'ufficio, da praticare tramite una commissione emergenza casa, in passato esistente. «Il rischio da evitare - ha spiegato Morghen - è che le famiglie più anziane vengano allontanate dalle case che hanno abitato per anni, con possibili ricadute socio assistenziali non indifferenti». In un ordine del giorno si chiedeva infine di «impegnare in via prioritaria rispetto ad altre voci, qualora ve ne fosse la necessità, una parte dell'avanzo di bilancio 2017 e 2018» per estendere a tutti i soggetti in protezione i 24 euro previsti solo per gli assistiti dai servizi.
Fabio Terminali
Fabio Terminali
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