La Nuova Ferrara

Ferrara

Gad, l’hub della droga Magazzino e rivendita

di Daniele Predieri
Gad, l’hub della droga Magazzino e rivendita

La Squadra Mobile sequestra un carico da 120 chili di marijuana

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Li hanno bloccati dentro un capannone di via Marconi, zona Doro, lunedì mattina alle 7.30, mentre mangiavano melograni, quelli appena arrivati dalla Spagna assieme ad arance e mandarini e tanti, tanti chili di droga, marijuana: 111 chili e 895 grammi, pesati alla fine, un milione di euro il valore sul mercato. Tutta droga nascosta nel Tir carico di frutta partito da Murcia - Spagna del Sud - domenica mattina alle 4.30 e che dopo un viaggio di 24 ore è stata scaricata e stoccata nel magazzino alle porte di Ferrara, destinata in parte - dicono gli inquirenti - proprio al mercato della Gad.

Mangiavano melograni

Le indagini duravano da quasi un mese e dopo uno sforzo investigativo (giorni al lavoro e notti in bianco) in attesa del carico di droga è scattato lunedì mattina il blitz della squadra mobile della Polizia che ha arrestato per detenzione e spaccio e traffico internazionale di stupefacenti 5 persone: tre albanesi, ritenuti i grossisti della droga, i commercianti della zona Gad che ricevono la merce e poi la distribuiscono e due camionisti, in arrivo dalla Spagna meridionale, dopo un viaggio di 1800 km. In manette sono finiti Vital Meco, 43 anni, che abita a Cento, una sorta di capo; Alfred Gioka, 36 anni, residente formalmente ad Alassio (Savona) ma ferrarese per attività e conoscenze così come Tonin Bibaj, 33 anni, residente ad Andora (Savona). I due camionisti Joaquin Martinez, 37 anni, di Murcia, “padroncino” pagato per questo viaggio la bellezza di 13.550 (avrebbe dovuto scaricare la frutta in Campania) e Noureddine Benazzi, 43 anni, il co-autista o accompagnatore, che si è detto arrestato per caso, perchè estraneo, «solo un amico del camionista», addirittura definendosi un turista. Che però non poteva no sapere.

Gli ispettori dell’Antidroga della squadra mobile aspettavano il carico dalla prima settimana di ottobre. Hanno aspettato, piazzato telecamere, controllato i movimenti, soprattutto di Meco, il capo, che si muoveva da Cento a Ferrara, dove c’è il magazzino, l’hub della droga . Il blitz è scattato alle prime luci di lunedì, alle 7.30 quando la Squadra mobile ha deciso che non si poteva più aspettare: il carico era arrivato poche ore prima, attorno alle 4.30, era stato scaricato, portato dentro il capannone e qui i tre grossisti albanesi aspettavano altri grossisti per la distribuzione, in arrivo - secondo le prime ipotesi - da fuori regione, Bologna e Verona. C’era il timore, aspettando troppo che i tre potessero scappare, e così Beretta in mano e tanta adrenalina dentro, è scattato il blitz all’interno del capannone, dove hanno sorpreso, rilassati, troppo, i tre grossisti albanesi che mangiavano chicchi di melograno, che ha riconosciuti poteri antiossidanti, contro l’invecchiamento: i tre grossisti ne avranno tanto bisogno, in carcere, dove resteranno a lungo.

Camion bloccato al casello

Intanto, mentre era in corso il blitz in via Marconi, altre due pattuglie della Polizia avevano già intercettato il camion carico di frutta, con alla guida Joaquin Martinez e il “turista per caso” Noureddine Benazzi, bloccato a Ferrara Nord, dove stava ripartendo per la Campania e scaricare là i cassoni di frutta (vedi, qui in pagina, l’analogia dell’altro sequestro di 800 chili di ieri mattina a Napoli). E nella cabina di guida, i poliziotti hanno trovato in una tasca del giubbotto di Martinez, la bellezza di 13.500 euro, la paga per il viaggio: o meglio per la sosta a Ferrara, tappa del viaggio verso la Campania, pattuita con chi gli aveva affidato il carico di marijuana nascosta tra la frutta. Dopo il blitz e gli arresti sono scattate le perquisizioni, nelle case in cui abitano i tre grossisti albanesi. A Cento, nella casa di via Campagnoli dove abita Meco, c’erano anche 280 grammi di cocaina e tanto materiale per confezionare la droga. A Savona, nella casa di Alassio dove risiede Gioka, sono stati trovati 70 grammi di hashish.

«Non escludiamo nulla»

Insomma, i grossisti facevano la cresta, lavorando anche in proprio, non solo per conto dell’organizzazione che ha fatto arrivare qui a Ferrara, sempre più suk (nel senso di mercato) della droga. E ora, dopo gli arresti, le domande cui dare risposte: a chi era destinato il carico? E per conto di chi era stato organizzata la spedizione, poi lo stoccaggio a Ferrara, nuovo hub, e quindi la distribuzione? «Non escludiamo nulla, sono in corso indagini», taglia corto il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli. Come dire, aspettate, lasciateci lavorare e vedrete altri risultati sull’hub della droga.

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