Stocchisti-fornitori il corriere della frutta e il “turista per caso”
di Sergio Armanino
Chi sono i tre albanesi arrestati, uno aveva base a Cento L’autista spagnolo assieme all’amico in visita all’Italia
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Le loro posizioni sono tutte da definire, per ora i cinque arrestati nell’ambito dell’operazione “Cargo” si trovano reclusi nel carcere in via Arginone ed entro venerdì verranno svolti gli interrogatori di garanzia. Per tutti le manette sono scattate in flagranza di reato e, a vario titolo, le accuse vanno dal traffico internazionale di droga e spaccio di stupefacenti. Sono tre albanesi, uno spagnolo e un marocchino, con ruoli diversi in questa vicenda e, tranne uno, tutti incensurati.
Non a caso, nella ricostruzione grafica della “banda” proposta in questura ieri mattina, al vertice si trova Vital Meco, albanese classe 1974, il più anziano dei tre connazionali. È lui, più degli altri, che gravita nel Ferrarese, tant’è che ha anche un’abitazione a Cento, nel centro della città del Guercino, e qui gli inquirenti hanno trovato il resto della droga sequestrata: quasi tre etti di cocaina e 70 grammi di hashish, nonché materiale vario per il confezionamento delle sostanze stupefacenti: «Lo spaccio avviene anche a Cento – ha spiegato il dirigente della polizia di Stato Andrea Crucianelli –, ma la base è strategica sia per rifornire Bologna, sia per Ferrara».
Difficile che lo stesso Meco si occupasse del mercato al dettaglio direttamente, piuttosto è visto dagli investigatori come un grossista, fornitore di chi vende al minuto nell’area tra il capoluogo regionale e il Ferrarese. Con compiti, però, anche logistici: è stato lui, assieme ai due più giovani connazionali, a individuare il capannone abbandonato in via Marconi, immediata periferia a della città, a un passo dalla Gad, ma anche dallo svincolo autostradale di Ferrara Nord e dalle principali strade che portano verso Bologna, Modena e Padova.
Ad assisterlo, nella ricerca del posto sicuro, ma anche nel procurarsi e portare sul posto il muletto necessario per scaricare il tir proveniente dalla Spagna, ossia i bancali di frutta che coprivano un carico ben più prezioso e illecito. Si tratta di Alfred Gjoka, classe 19981, questi sì con precedenti specifici, e Tonin Bibaj, classe 1984. Entrambi residente in provincia di Savona, il primo ad Alassio e il secondo poco lontano, ad Andora.
C’è poi il corriere, Joaquin Martinez, classe 1980, spagnolo di Murcia, arrivato da lì dopo aver percorso 1. 800 chilometri alla guida del tir dopo 24 ore di viaggio, via Voghera: la polizia lo ha fermato mentre stava per rientrare in autostrada, al casello di Ferrara nord: si è subito detto all’oscuro di tutto, spiegando quella mazzetta di 13.500 euro, in contanti, quale compenso per il disturbo di aver deviato dalla sua rotta per portare la merce – intesa come arance, mandarini e melograni – a Ferrara per essere visionata. E Martinez scagiona del tutto il suo accompagnatore, Nour Eddine Benazzi, classe 1974, presentandolo agli inquirenti come un amico che avrebbe portato con sé per fargli vedere l’Italia.
Entrambi erano diretti in Campania. E proprio ieri i carabinieri di Giugliano hanno scoperto un traffico internazionale di droga e arrestato 4 persone, sorprese in possesso di 800 chili di hashish. Gli arrestati si erano organizzati per far arrivare il grosso carico di droga proveniente dalla Spagna a Villaricca, nell’hinterland a nord di Napoli. Per il trasporto avevano modificato un autobus, creando doppifondi e un nascondiglio a tenuta stagna.
Non a caso, nella ricostruzione grafica della “banda” proposta in questura ieri mattina, al vertice si trova Vital Meco, albanese classe 1974, il più anziano dei tre connazionali. È lui, più degli altri, che gravita nel Ferrarese, tant’è che ha anche un’abitazione a Cento, nel centro della città del Guercino, e qui gli inquirenti hanno trovato il resto della droga sequestrata: quasi tre etti di cocaina e 70 grammi di hashish, nonché materiale vario per il confezionamento delle sostanze stupefacenti: «Lo spaccio avviene anche a Cento – ha spiegato il dirigente della polizia di Stato Andrea Crucianelli –, ma la base è strategica sia per rifornire Bologna, sia per Ferrara».
Difficile che lo stesso Meco si occupasse del mercato al dettaglio direttamente, piuttosto è visto dagli investigatori come un grossista, fornitore di chi vende al minuto nell’area tra il capoluogo regionale e il Ferrarese. Con compiti, però, anche logistici: è stato lui, assieme ai due più giovani connazionali, a individuare il capannone abbandonato in via Marconi, immediata periferia a della città, a un passo dalla Gad, ma anche dallo svincolo autostradale di Ferrara Nord e dalle principali strade che portano verso Bologna, Modena e Padova.
Ad assisterlo, nella ricerca del posto sicuro, ma anche nel procurarsi e portare sul posto il muletto necessario per scaricare il tir proveniente dalla Spagna, ossia i bancali di frutta che coprivano un carico ben più prezioso e illecito. Si tratta di Alfred Gjoka, classe 19981, questi sì con precedenti specifici, e Tonin Bibaj, classe 1984. Entrambi residente in provincia di Savona, il primo ad Alassio e il secondo poco lontano, ad Andora.
C’è poi il corriere, Joaquin Martinez, classe 1980, spagnolo di Murcia, arrivato da lì dopo aver percorso 1. 800 chilometri alla guida del tir dopo 24 ore di viaggio, via Voghera: la polizia lo ha fermato mentre stava per rientrare in autostrada, al casello di Ferrara nord: si è subito detto all’oscuro di tutto, spiegando quella mazzetta di 13.500 euro, in contanti, quale compenso per il disturbo di aver deviato dalla sua rotta per portare la merce – intesa come arance, mandarini e melograni – a Ferrara per essere visionata. E Martinez scagiona del tutto il suo accompagnatore, Nour Eddine Benazzi, classe 1974, presentandolo agli inquirenti come un amico che avrebbe portato con sé per fargli vedere l’Italia.
Entrambi erano diretti in Campania. E proprio ieri i carabinieri di Giugliano hanno scoperto un traffico internazionale di droga e arrestato 4 persone, sorprese in possesso di 800 chili di hashish. Gli arrestati si erano organizzati per far arrivare il grosso carico di droga proveniente dalla Spagna a Villaricca, nell’hinterland a nord di Napoli. Per il trasporto avevano modificato un autobus, creando doppifondi e un nascondiglio a tenuta stagna.
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