«Torno per essere parroco di tutti gli argentani»
Sabato sera l’insediamento di don Fulvio, presente l’arcivescovo Ghizzoni Il sacerdote è stato cappellano in città a fine anni Ottanta: qui mi sento a casa
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ARGENTA. «Io farò il prete, il parroco e su questo ruolo accetto tutte le critiche. Argenta? La prendo così come è senza giudicare anche perché sono stato istruito dal cardinal Ersilio Tonini a non giudicare mai chi c’era prima di me o come è la comunità».
Si presenta così don Fulvio Bresciani, il nuovo parroco di Argenta. Sabato, alle 20.45, assieme all'altro prete don Maurizio Venturini, verrà presentato alla comunità dal vescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni e domenica sempre in duomo, alle 11, celebrerà la prima messa del suo ritorno in terra argentana.
«Torno non certo per riprendere dove ho lasciato 26 anni fa - ammette il nuovo parroco -: sarebbe sbagliato. Certo, ho qualche capello bianco ma sono sempre io, con lo stesso spirito d’allora magari con qualche esperienza in più acquisita in due piccole parrocchie e una terza grande a Ravenna. Poi due anni in giro a fare esperienze sui temi dei giovani e della famiglia e debbo dire che mi sono serviti soprattutto dal punto di vista umano. Lo dico apertamente: torno a casa. Torno anche da quei ragazzi dei campi scuola che ora sono padri, hanno una famiglia e so che putroppo non frequentano più. Nelle loro mail hanno scritto “Fulvio se hai bisogno noi ci siamo”: che cosa mi potevo aspettare più?».
Al telefonino, don Fulvio spiega meglio quale sarà il suo incarico che riguarderà principalmente i giovani e la famiglia «e su questo sono avvantaggiato. Lo dico a chi mi ha conosciuto da cappellano - spiega -: don Fulvio non è cambiato, è solo invecchiato ma il cuore è sempre lo stesso, quello di servire meglio possibile la comunità. I miei rapporti con Argenta non si sono mai rotti visto che ho celebrato battesimi, matrimoni e anche funerali. Ecco questo è l’aspetto umano che più mi ha interessato e non di certo quello di legarmi in modo viscerale». Con don Matteo Solaroli, «persona squisita», don Fulvio ha fatto «la prima esperienza da prete e lui mi ha sempre lasciato fare, mai un condizionamento. Ecco quelle sensazioni forti sono rimaste. Lo ripeto: torno a casa e vengo per tutta la comunità. Tonini era solito dire che, quando uno è parroco, lo è per il sindaco, per chi frequenta e anche per chi non viene in chiesa. Farò tutto il possibile per essere il parroco di tutti, collaborare con tutte le realtà della parrocchia».
Don Fulvio ha le idee chiare su quelli che saranno i suoi primi giorni ad Argenta: «Le prime cose che farò non saranno solamente con giovani e famiglie, ma sarà a disposizione di tutti. Aspettative? Nessuna. Prenderò la comunità così come è - conclude - sapendo che sono trascorsi 26 anni».
Giorgio Carnaroli
Si presenta così don Fulvio Bresciani, il nuovo parroco di Argenta. Sabato, alle 20.45, assieme all'altro prete don Maurizio Venturini, verrà presentato alla comunità dal vescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni e domenica sempre in duomo, alle 11, celebrerà la prima messa del suo ritorno in terra argentana.
«Torno non certo per riprendere dove ho lasciato 26 anni fa - ammette il nuovo parroco -: sarebbe sbagliato. Certo, ho qualche capello bianco ma sono sempre io, con lo stesso spirito d’allora magari con qualche esperienza in più acquisita in due piccole parrocchie e una terza grande a Ravenna. Poi due anni in giro a fare esperienze sui temi dei giovani e della famiglia e debbo dire che mi sono serviti soprattutto dal punto di vista umano. Lo dico apertamente: torno a casa. Torno anche da quei ragazzi dei campi scuola che ora sono padri, hanno una famiglia e so che putroppo non frequentano più. Nelle loro mail hanno scritto “Fulvio se hai bisogno noi ci siamo”: che cosa mi potevo aspettare più?».
Al telefonino, don Fulvio spiega meglio quale sarà il suo incarico che riguarderà principalmente i giovani e la famiglia «e su questo sono avvantaggiato. Lo dico a chi mi ha conosciuto da cappellano - spiega -: don Fulvio non è cambiato, è solo invecchiato ma il cuore è sempre lo stesso, quello di servire meglio possibile la comunità. I miei rapporti con Argenta non si sono mai rotti visto che ho celebrato battesimi, matrimoni e anche funerali. Ecco questo è l’aspetto umano che più mi ha interessato e non di certo quello di legarmi in modo viscerale». Con don Matteo Solaroli, «persona squisita», don Fulvio ha fatto «la prima esperienza da prete e lui mi ha sempre lasciato fare, mai un condizionamento. Ecco quelle sensazioni forti sono rimaste. Lo ripeto: torno a casa e vengo per tutta la comunità. Tonini era solito dire che, quando uno è parroco, lo è per il sindaco, per chi frequenta e anche per chi non viene in chiesa. Farò tutto il possibile per essere il parroco di tutti, collaborare con tutte le realtà della parrocchia».
Don Fulvio ha le idee chiare su quelli che saranno i suoi primi giorni ad Argenta: «Le prime cose che farò non saranno solamente con giovani e famiglie, ma sarà a disposizione di tutti. Aspettative? Nessuna. Prenderò la comunità così come è - conclude - sapendo che sono trascorsi 26 anni».
Giorgio Carnaroli
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