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Allarme bocconi avvelenati. Potrebbe essere stricnina

Kelly con il suo padrone dopo lo scampato pericolo
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Kelly con il suo padrone dopo lo scampato pericolo

Ferrara. Una cagnolina li ha ingeriti nell’area privata vicino al verde pubblico.  Il proprietario: salvata dai veterinari, e se gli animali danno fastidio, parliamone 

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FERRARA. Kelly adesso sta meglio, anche troppo, visto che dopo il ricovero nella clinica veterinaria era incontenibile e il suo padrone è andato a riprendersela per portarsela a casa. Lei, una weimaraner di 20 mesi, ha rischiato di morire ingoiando bocconi avvelenati «polpette di pane da quanto abbiamo visto, tante...». Raffaele Zecchi e la compagna Sara adesso si coccolano Kelly ma vogliono andare fino in fondo per questo ennesimo atto di violenza sugli animali, messo in atto nel loro giardino privato, in via Girolamo da Carpi, guarda caso a ridosso del parchetto pubblico di via Renata di Francia dove nelle settimane scorse erano comparse altre esche avvelenate per i cani e tanti proprietari avevano lanciato l’allarme e non solo.

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Perché allora, dopo le analisi su quei bocconi sarebbe emerso dai laboratori che le esche contenevano stricnina. «E allora, chissà cosa c’era dentro le polpette che ha mangiato Kelly», si chiede Zecchi e va oltre. «Il mio parchetto privato è lo condivido con amici e i loro cani e qui ci ritroviamo spesso ma in orari che non disturbano, la mattina fino alle 9.30 e nel tardo pomeriggio fino alle 7. Si sa i cani quando sono insieme non possono essere zittiti, e chi ha confezionato quelle polpette a mio avviso non può averle lanciate all’interno (erano intatte, come posate a terra, ndr), bensì portate all’interno, una palese violazione di domicilio».

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Qui nel parchetto privato, Zecchi ha trovato Kelly - dopo essere stato avvisato da amici che si trovavano nel suo giardino - ferma a terra, a 20 metri dalla recinzione che ingoiava qualcosa. «Un comportamento anomalo che ha allarmato i miei amici, perché di solito quando arrivano, Kelly fa loro le feste è incontenibile. Quella sera invece...» Subito dopo essersi accorti delle polpette di pane (forse alla stricnina, viste le analogie), Zecchi è corso alla clinica veterinaria di Francolino («bravissimi e competenti») che hanno indotto la povera Kelly a rigettare tutto quanto aveva ingoiato, salvandola. «Un bolo di diversi etti, che ora faremo analizzare dopo ovviamente aver presentato denuncia ai carabinieri». Visto che si ripetono atti di questa natura, Zecchi riflette su ciò che è successo: «Se a qualcuno recano disturbo gli animali, ce lo dica, ne parliamo, invece così si rischia grosso, anche perché qui vicino c’è anche un asilo, il parchetto pubblico». Ora le analisi che se confermate potrebbero indicare che nella zona c’è chi preferisce al confronto verbale lo scontro alla stricnina, dicono gli esperti, alla base dei potenti veleni per topi.

Daniele Predieri
 

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