il vicesindaco
Berneschi: sono casi complessi, si deve lavorare insieme
COPPARO . Il vicesindaco Martina Berneschi è anche l’assessore alla scuola ed alle politiche giovanili di Copparo. Quando la chiamiamo per un intervento, sa già di cosa si tratta...«Conosciamo – ci...
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COPPARO . Il vicesindaco Martina Berneschi è anche l’assessore alla scuola ed alle politiche giovanili di Copparo. Quando la chiamiamo per un intervento, sa già di cosa si tratta...
«Conosciamo – ci dice- le problematiche legate al mondo giovanile. Spesso si tratta di situazioni sommerse, le quali di tanto in tanto si evidenziano. Ma non per questo vanno trascurate. Anzi, e la ragione per cercare di capire e per intervenire in tutti i modi possibili. Sappiamo che ci sono delle situazioni difficili. Qui si parla di spaccio, e quindi di stupefacenti, ma non bisogna dimenticare altre grandi problematiche del mondo giovanile, come ad esempio l’alcolismo, oppure l’ultima, in grande sviluppo, la ludopatia (scommesse, gioco e così via). E si tratta di situazioni spesso strettamente correlate, in un mondo complicato come quello dei giovani, oggi».
Come risolvere i problemi? «Le istituzioni fanno molto. Anche il volontariato aiuta. Facciamo interventi nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sui problemi - aggiunge -, ma anche controllo del territorio tramite le forze dell’ordine, vigilanza e collaborazione tra le varie istituzioni. Facciamo di tutto, davvero, e con grande impegno. Non è questione di dire se lo sforzo è sufficiente oppure no: sono le famiglie, a mio avviso, il punto più importante. Sono loro che danno ai ragazzi le indicazioni e gli strumenti giusti per la crescita e sono il punto di partenza per contrastare queste situazioni. Le istituzioni fanno la loro parte e continueranno a farlo, ma a patto di lavorare tutti insieme». (ale.bas.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Conosciamo – ci dice- le problematiche legate al mondo giovanile. Spesso si tratta di situazioni sommerse, le quali di tanto in tanto si evidenziano. Ma non per questo vanno trascurate. Anzi, e la ragione per cercare di capire e per intervenire in tutti i modi possibili. Sappiamo che ci sono delle situazioni difficili. Qui si parla di spaccio, e quindi di stupefacenti, ma non bisogna dimenticare altre grandi problematiche del mondo giovanile, come ad esempio l’alcolismo, oppure l’ultima, in grande sviluppo, la ludopatia (scommesse, gioco e così via). E si tratta di situazioni spesso strettamente correlate, in un mondo complicato come quello dei giovani, oggi».
Come risolvere i problemi? «Le istituzioni fanno molto. Anche il volontariato aiuta. Facciamo interventi nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sui problemi - aggiunge -, ma anche controllo del territorio tramite le forze dell’ordine, vigilanza e collaborazione tra le varie istituzioni. Facciamo di tutto, davvero, e con grande impegno. Non è questione di dire se lo sforzo è sufficiente oppure no: sono le famiglie, a mio avviso, il punto più importante. Sono loro che danno ai ragazzi le indicazioni e gli strumenti giusti per la crescita e sono il punto di partenza per contrastare queste situazioni. Le istituzioni fanno la loro parte e continueranno a farlo, ma a patto di lavorare tutti insieme». (ale.bas.)
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