La Nuova Ferrara

Ferrara

Cani adottabili solo tra 60 giorni

Cani adottabili solo tra 60 giorni

Il Comune fa un passo indietro. Tantissime le richieste da parte dei cittadini

2 MINUTI DI LETTURA





I 90 cani sgomberati da via Catena potranno essere adottati solo tra 60 giorni, e nel frattempo resteranno a disposizione del proprietario che intendesse recuperarli. A spiegarlo è il Comune di Ferrara, che invece pochi giorni prima dello sfratto aveva dichiarato in un comunicato che gli animali sarebbero stati immediatamente adottabili. La precisazione è d’obbligo, scrive ora l’Assessorato alla Sanità, perché moltissime persone hanno telefonato e stanno telefonando al canile municipale di Ferrara (che ospita parte dei cani, tipo shitzu) chiedendo di poter adottare una delle bestiole.

«Sulla base di approfondimenti in proposito e alla luce della normativa regionale sulla tutela e il controllo della popolazione canina e felina (legge regionale 27 del 2000) - recita una nota - i cani per ora non possono essere affidati in adozione. La legge regionale precisa infatti che il Comune deve custodirli per un massimo di 60 giorni a disposizione del proprietario che intendesse recuperarli (cosa che i loro proprietari hanno assicurato di volere e potere fare in tempi brevi) e solo decorso questo lasso di tempo i cani potranno essere adottabili». Il Comune ha avuto cura di diffondere questa comunicazione «visto l’interesse che questo caso ha suscitato fra i cittadini e la grande disponibilità dimostrata per assicurare agli animali una permanenza il più possibile breve nelle strutture (oltre a Ferrara anche canili extra provincia ed extra regione) che oggi li ospitano».

I cani fino al 23 ottobre scorso si trovavano in una casa di via Catena 22, occupata abusivamente dalla coppia proprietaria degli animali. Una lunga e annosa controversia ha contrapposto dal 2011 a oggi gli occupanti dell’edificio alla padrona di casa. Pomo involontario della discordia, proprio i cagnolini, stipati in numero sempre crescente (il primo conteggio parlava di 56 esemplari, per arrivare ai 94 odierni) nella casa. Nonostante l’annullamento del contratto di affitto e lo sfratto esecutivo, in tutti questi anni la padrona di casa non era riuscita a tornare in possesso dell’immobile, perché la condizione posta dal tribunale era che provvedesse lei stessa alla cura e al mantenimento degli animali fino al momento in cui i proprietari non avessero trovato un altro posto in cui trasferirli. È stato necessario l’intervento del Comune, con il coinvolgimento di vari canili, per poter finalmente procedere allo sgombero dell’immobile avvenuto, non senza tensioni e difficoltà, lo scorso 23 ottobre. Adesso si apre la battaglia delle adozioni: da un lato i proprietari che vogliono riprendersi il loro esercito di shitzu, dall’altra decine di cittadini che chiedono di accudirli.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google