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Con la droga davanti alla scuola

Con la droga davanti alla scuola

Cesta, studente del centro di formazione trovato con spinelli. Il preside: ragazzo con situazione difficile

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CESTA . Fermata d'autobus. Poco dopo le 8 del mattino. Siamo a Cesta, un paio di giorni fa. Un gruppo di ragazzi è alla fermata della linea di collegamento, vicino al centro professionale. Arriva una pattuglia dei carabinieri. Sono i militari del Nucleo operativo e radiomobile del locale comando compagnia. Stanno eseguendo un servizio di prevenzione per i reati contro stupefacenti, come capita spesso nei pressi delle scuole. Un controllo assolutamente casuale. Al loro arrivo, i militari notano uno dei ragazzi alla fermata dell’autobus. È uno studente di 16 anni, nonostante la giovane età risulta già pregiudicato. Anche il ragazzo li vede e getta via una scatoletta. I militi allora procedono al controllo del giovane e rinvengono subito la scatoletta appena gettata, dove trovano tre spinelli già confezionati. Lo stupefacente presente è la marijuana. La pattuglia, a questo punto, contesta al ragazzo il possesso di cannabis e la possibile denuncia per detenzione a fini di spaccio. Il 16enne non la prende bene e davanti ad altri giovani presenti rivolge al capo pattuglia una serie di frasi offensive. Per questa ragione, al minorenne arriva anche una denuncia a piede libero all’autorità giudiziaria per oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.

Il denunciato è uno degli studenti del Centro professionale di Cesta, che ha l’obiettivo di sostenere chi non ha altri sostegni e ad arrivare a un’educazione scolastica adeguata, senza perdersi per strada. Il preside, Giovanni Lolli, commenta l’accaduto con una vena di tristezza: «Purtroppo - ci dice - è un ragazzo con forti problematiche, di origine straniera e con una famiglia difficile alle spalle. Noi, comunque, puntiamo sempre a sostenere e aiutare i ragazzi. Anche e soprattutto quelli che arrivano con un percorso difficile di inserimento e crescita. Anzi, per loro abbiamo ancora maggiori attenzioni. Ho chiamato il ragazzo e sua madre subito dopo il fatto. Abbiamo discusso a lungo, anche delle ingiurie ai Carabinieri. Il ragazzo ha capito di aver sbagliato e andrà a scusarsi in caserma, appena possibile. La strada da percorrere sarà lunga, magari più difficile, ma si deve stare vicino ai ragazzi, ancora di più se hanno situazioni problematiche da affrontare. Quello che accade fuori della scuola va fronteggiato con lo stesso impegno».

Alessandro Bassi

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