Ex Gavagna abbandonato, degrado in pieno centro
Portomaggiore, protestano i residenti delle case vicine al complesso. «Dagli edifici mai finiti escono topi, nutrie. Serve un intervento definitivo»
PORTOMAGGIORE. Lo chiamano “Gavagna”, rubando il nome alla boutique del gusto inaugurata nel 2011 al centro della piazzetta, l’enorme palazzo chiuso tra le vie Dante Alighieri da una parte e Bernagozzi dall’altra. Una struttura, nel cuore di Portomaggiore, che non si può nemmeno definire “ecomostro” perché in effetti non sarebbe nemmeno un pugno nell’occhio se solo non fosse completamente abbandonata da anni. Decine di appartamenti, negozi, garage costruiti e mai completamente finiti, esposti ad intemperie e vandali da ormai otto anni. «Qualcuno deve prendere provvedimenti, come si fa a lasciare uno schifo simile nel cuore della città? Attorno ci sono case, negozi e anche una residenza per anziani - dice con forza uno dei residenti - abbiamo topi e animali di ogni tipo, d’estate poi la situazione peggiora. Ci hanno consigliato di far una petizione, di metterci tutti insieme e lo faremo anche ma possibile che l’amministrazione abbia le mani legate?».
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Sì, possibile. La struttura è privata così come anche la piazzetta. Il palazzo è stato recintato su ogni lato ed anche se entrare è semplice per chiunque, il Comune così come i tecnici dell’Ausl hanno bisogno di tutte le autorizzazioni anche per un semplice sopralluogo. E attenzione perché quello del “Gavagna” è ancora un cantiere a tutti gli effetti sul quale al momento è sì scaduto il permesso di costruire ma i proprietari, sulla base della nuova normativa, possono richiederlo n qualsiasi momento. Sul perché non si vada avanti, ci sono decine di ipotesi ma nulla di concreto. Nel 2005 l’avvio dei lavori, nel 2010 condominio quasi finito e mai completato. Dentro c’è tutto. Ci sono i pavimenti, gli infissi, impianto elettrico finito e ascensori montati. In alcuni appartamenti nei bagni sono stati posizionati anche i sanitari. Ed è questa completezza anche di particolari che lascia spazio a dubbi e domande. Le porte blindate sono state montate e in tanti casi anche buttate giù o portate via, i doppi vetri rotti e le porte finestre smontate. Perché arrivare a perdere tutto, materiale compreso? L’immobile non è mai andato all’asta, i proprietari sono rimasti sempre gli stessi: una impresa del centro sud che sembra solo completamente disinteressata. Le beghe restano per coloro che abitano vicino, con le case che affacciano sul degrado totale, su appartamenti diventati nidi di piccioni o rifugio per animali randagi. E forse non solo, visto che qualcuno in quegli appartamenti ci entra e ci bivacca, lasciando i bagni sporchi (e non solo i bagni), imbrattando i muri e arrivando anche ad appiccare piccoli fuochi su una sorta di mobilio portato da chissà dove. Negli spazi “comuni” si fa fatica a passare. L’erba è alta ed è pieno di rifiuti. Per non parlare del piano seminterrato, una pozza verde e nera d’acqua putrida dove secondo qualcuno ci vivrebbero i tritoni, così come al Palaspecchi di Ferrara, essendo le condizioni più o meno uguali. «Non si può vivere così, non possiamo accettare passivamente di avere davanti agli occhi una roba del genere e non poter fare niente. Le nostre case, le nostre attività si svalutano sempre più mentre il pericolo aumenta di giorno in giorno». Nessuno però ha la soluzione. Decine di metri quadri di case già pronte abbandonate al degrado più totale. Nel 2017, in pieno centro a Portomaggiore.
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