L’inganno del capannone affittato per stoccare pellet
di Marcello Pulidori
Era questa l’attività di facciata dei trafficanti arrestati con 120 chili di droga Il proprietario lo aveva ceduto agli albanesi che si erano finti commercianti
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Lo stoccaggio del pellet era l’attività di facciata dei grossisti-trafficanti di droga arrestati nei giorni scorsi dalla Polizia: un’attività che doveva coprire il vero scopo per cui era stato affittato il capannone di via Marconi, destinarlo a deposito e rivendita di marijuana. E quando i poliziotti della Squadra mobile di Ferrara, lunedì alle 7,30, hanno spalancato il portone del magazzino, di marijuana ne hanno trovato tanta: 120 chili. E un po’ più in là, le montagne di pellet, le stesse che, invece di bruciare nelle stufe, hanno bruciato i disegni criminali dei nuovi trafficanti di droga che hanno fatto diventare Ferrara uno dei centri di distribuzione della droga.
Hanno impiegato quasi un mese, gli ispettori dell’Antidroga per arrivare a incastrare i trafficanti-stocchisti e a mettere a segno uno dei sequestri più importanti (soprattutto per gli scenari investigativi che aprirà) degli ultimi anni. La droga è arrivata dalla Spagna, stipata e mischiata al carico del Tir, nascosta tra arance, mandarini e melograni. Dopo aver scaricato i primi cassoni, la droga nascosta in 8 borsoni era stata portata all’interno del magazzino, assieme al pellet immagazzinato: e come poco dopo verificato dagli stessi poliziotti, era compressa in grandi buste di plastica, termosaldate e più o meno tutte del peso di circa 1 chilogrammo. Ieri pomeriggio i resti e le bucce delle arance erano ancora ben visibili, spiaccicate sul cemento grezzo del piazzale dalle ruote del Tir, avanti e indietro, avanti e indietro, mentre il carico di droga spuntava: dove li hanno trovati nel battistrada delle gomme del camion fermato poi al casello di Ferrara Nord, un altro riscontro per gli inquirenti. In questo angolo di via Marconi, questo spiazzo che chiude a L un rettilineo interno di 500 metri, sul lato sinistro della strada seguendo la direzione per Ferrara nord, è stato smantellato questo hub della droga: magazzino e rivendita in una riuscitissima operazione della Questura, frutto di giorni e giorni di appostamenti, registrazioni video, controlli specifici, sopralluoghi mirati, contatti e verifiche continue: tutto ciò che la Squadra Mobile ha potuto mettere in campo contro i trafficanti di droga. Da ricordare: oltre al quintale e passa di marijuana, nella casa di uno degli arrestati gli agenti dell’antidroga hanno inoltre trovato quasi 300 grammi di cocaina. Altri segnali delle attività di questi trafficanti che oggi si dovranno presentare davanti al giudice per la convalida dell’arresto, per spiegare la propria posizione se potranno, vorranno e riusciranno a farlo. Intanto le indagini vanno avanti, per capire chi ha spedito il carico e dove fosse diretto: se solo in parte a Ferrara, soprattutto la zona Gad oppure altrove. Indagini attivate anche sul capannone: i primi riscontri sono quelli che il proprietario avrebbe affittato a queste persone, che lo avrebbero raggirato, perchè lui sapeva che il capannone serviva per l’attività commerciale della rivendita di pellet. Invece, i finti specialisti del nuovo combustile per l’inverno erano veri trafficanti, di marijuana, al centro di un’organizzazione che la Polizia sta cercando di scoprire.
Hanno impiegato quasi un mese, gli ispettori dell’Antidroga per arrivare a incastrare i trafficanti-stocchisti e a mettere a segno uno dei sequestri più importanti (soprattutto per gli scenari investigativi che aprirà) degli ultimi anni. La droga è arrivata dalla Spagna, stipata e mischiata al carico del Tir, nascosta tra arance, mandarini e melograni. Dopo aver scaricato i primi cassoni, la droga nascosta in 8 borsoni era stata portata all’interno del magazzino, assieme al pellet immagazzinato: e come poco dopo verificato dagli stessi poliziotti, era compressa in grandi buste di plastica, termosaldate e più o meno tutte del peso di circa 1 chilogrammo. Ieri pomeriggio i resti e le bucce delle arance erano ancora ben visibili, spiaccicate sul cemento grezzo del piazzale dalle ruote del Tir, avanti e indietro, avanti e indietro, mentre il carico di droga spuntava: dove li hanno trovati nel battistrada delle gomme del camion fermato poi al casello di Ferrara Nord, un altro riscontro per gli inquirenti. In questo angolo di via Marconi, questo spiazzo che chiude a L un rettilineo interno di 500 metri, sul lato sinistro della strada seguendo la direzione per Ferrara nord, è stato smantellato questo hub della droga: magazzino e rivendita in una riuscitissima operazione della Questura, frutto di giorni e giorni di appostamenti, registrazioni video, controlli specifici, sopralluoghi mirati, contatti e verifiche continue: tutto ciò che la Squadra Mobile ha potuto mettere in campo contro i trafficanti di droga. Da ricordare: oltre al quintale e passa di marijuana, nella casa di uno degli arrestati gli agenti dell’antidroga hanno inoltre trovato quasi 300 grammi di cocaina. Altri segnali delle attività di questi trafficanti che oggi si dovranno presentare davanti al giudice per la convalida dell’arresto, per spiegare la propria posizione se potranno, vorranno e riusciranno a farlo. Intanto le indagini vanno avanti, per capire chi ha spedito il carico e dove fosse diretto: se solo in parte a Ferrara, soprattutto la zona Gad oppure altrove. Indagini attivate anche sul capannone: i primi riscontri sono quelli che il proprietario avrebbe affittato a queste persone, che lo avrebbero raggirato, perchè lui sapeva che il capannone serviva per l’attività commerciale della rivendita di pellet. Invece, i finti specialisti del nuovo combustile per l’inverno erano veri trafficanti, di marijuana, al centro di un’organizzazione che la Polizia sta cercando di scoprire.
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