La Nuova Ferrara

Ferrara

«Più spazio ai lavoratori nelle decisioni aziendali»

«Più spazio ai lavoratori nelle decisioni aziendali»

La Fiom: dipendenti poco coinvolti e informati sulle prospettive future  Il sindacato avvia un’indagine interna con la distribuzione di un questionario

2 MINUTI DI LETTURA





«All’interno delle grosse aziende come la Vm Motori di Cento, si sente sempre di più l’esigenza di coinvolgere i lavoratori nei processi decisionali che riguardano il futuro dell’azienda stessa. Non solo, anche far conoscere l’andamento reale attuale è un diritto dei lavoratori che, in caso di problematiche, dovrebbero avere il diritto di essere coinvolti nella ricerca di soluzioni. Per questo abbiamo ideato un progetto nazionale di inchiesta sulla condizione di lavoro all’interno degli stabilimenti».

È quanto spiegato dal neo segretario nazionale della Fiom – Cgil Michele De Palma che ha spiegato nel dettaglio come intende procedere il sindacato riguardo il mancato coinvolgimento dei lavoratori nella vita presente e futura di Vm Motori e non solo. «Avere – dichiara De Palma – i lavoratori allo stesso tavolo di dirigenti e proprietà consentirebbe un maggior sviluppo e una maggiore sicurezza di vedere rispettati i propri diritti. Al momento tutto questo non avviene e per cambiare questo trend abbiamo ideato un questionario che consegneremo a tutti i lavoratori nelle prossime assemblee. In questo questionario offriamo l’opportunità di dire la propria opinione, in forma anonima, a tutti coloro che parteciperanno. Questo ci offrirà un quadro generale necessario a discutere dei reali problemi percepiti dai dipendenti». L’obiettivo del progetto è quello di portare direttamente al tavolo delle trattative questi punti di vista, che fino a ora, stando a quanto riportato dal segretario De Palma, non sono stati presi in considerazione.

Anche Samuele Lodi, segretario generale Fiom – Cgil di Ferrara, ha voluto chiarire il concetto, spiegando da dove derivano le preoccupazioni del sindacato e dei lavoratori: «Anche quest’anno è stata fatta una cassa integrazione a inizio anno, a ottobre e sicuramente andando verso la fine dell’anno ne verrà fatta ancora. Sono diversi i motivi di questo fermo alla produzione, uno dei quali è l’inchiesta Statunitense sui motori a causa della quale i livelli di vendita ancora non sono soddisfacenti. I lavoratori, non sapendo quali sono le prospettive dell’azienda, non possono nemmeno fare progetti personali. L’impossibilità di discutere in quali condizioni svolgere il proprio lavoro non si può più accettare. Per questo abbiamo ideato questa operazione, che ci consentirà di coinvolgere tutti i dipendenti. Unire le esigenze dell’azienda a quelle dei lavoratori riteniamo possa migliorare il quadro generale ed è il nostro scopo principale». Il futuro dell’azienda centese è anche nelle mani dei piani futuri, prendendo in considerazione il fatto che lo sviluppo dell’automotive sta innegabilmente virando verso nuove prospettive.

«In Germania – ha concluso De Palma – esiste già un tavolo per riorganizzare tutto il complesso di aziende che si occupano delle auto, al quale partecipano tutti, anche i lavoratori. Bisogna iniziare a farlo anche qui per non rischiare di arrivare tardi».

Samuele Melloni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google