Restauri in Certosa Tregua nei lavori per il rito dei defunti
Alcune aree saranno riaperte dal 28 ottobre al 5 novembre Oltre due milioni investiti negli interventi post-sisma
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Questi sono giorni di lavoro molto intenso in Certosa. Le squadre di operai sono impegnate a garantire in piena sicurezza una riapertura temporanea, per la Commemorazione dei Defunti, del primo Gran Claustro e delle aree fin qui inagibili a seguito del sisma. «Nel corso degli ultimi mesi - spiega l'assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi durante il sopralluogo - è stata effettuata una mole di interventi molto importante. Dopo il 2 novembre il cantiere proseguirà, con l'obiettivo di chiudere entro primavera. Al termine dovremo riflettere su come valorizzare questi ambienti di grande pregio, che niente hanno da invidiare alla Certosa di Pavia».
Ora però l'attenzione è tutta sulla prossima settimana: come da tradizione è previsto un massiccio afflusso di ferraresi in visita alle tombe dei propri cari. La piantina che pubblichiamo colora di verde gli spazi, nella parte sulla destra del famedio di Borso d'Este di cui si è concluso il restauro, che saranno riaperti in modo definitivo: in pratica l'Area Massari. In giallo ci sono invece quelli percorribili solo da sabato 28 a domenica 5 novembre e che in seguito torneranno a disposizione del cantiere. Il rosso infine identifica le zone tuttora interdette, come il tempio di San Cristoforo, dove proseguono i lavori post sisma.
Ferrara Tua ha approntato, per i prossimi giorni, un servizio di ricezione e collocazione dei fiori sulle tombe non raggiungibili per limitare i disagi. Cartelli informeranno sulle fasi di cantiere in archivio: «Non si tratta di lavori di immediata visibilità - dice l'architetto comunale Natascia Frasson - perché si è operato sulle strutture coperte e per il consolidamento delle murature, oltre che nella pulitura delle colonne e nel recupero degli archi». Per chiudere il tutto prima dell'estate si conta sull'ok della Regione circa l'utilizzo di altri 200mila euro (in aggiunta ai quasi 2 milioni di spesa totale), derivanti in parte da fondi assicurativi, per ulteriori interventi strutturali ed estetici. «Sarebbe importante inoltre - sostiene il progettista Pietro Pigozzi - che i privati contribuissero a risistemare le tombe di loro proprietà, dove non abbiamo titolo di intervenire». Presenti ieri i dirigenti di Ferrara Tua Stefano Lucci, Paolo Paramucchi e Giovanni Casadio.
Fabio Terminali
Ora però l'attenzione è tutta sulla prossima settimana: come da tradizione è previsto un massiccio afflusso di ferraresi in visita alle tombe dei propri cari. La piantina che pubblichiamo colora di verde gli spazi, nella parte sulla destra del famedio di Borso d'Este di cui si è concluso il restauro, che saranno riaperti in modo definitivo: in pratica l'Area Massari. In giallo ci sono invece quelli percorribili solo da sabato 28 a domenica 5 novembre e che in seguito torneranno a disposizione del cantiere. Il rosso infine identifica le zone tuttora interdette, come il tempio di San Cristoforo, dove proseguono i lavori post sisma.
Ferrara Tua ha approntato, per i prossimi giorni, un servizio di ricezione e collocazione dei fiori sulle tombe non raggiungibili per limitare i disagi. Cartelli informeranno sulle fasi di cantiere in archivio: «Non si tratta di lavori di immediata visibilità - dice l'architetto comunale Natascia Frasson - perché si è operato sulle strutture coperte e per il consolidamento delle murature, oltre che nella pulitura delle colonne e nel recupero degli archi». Per chiudere il tutto prima dell'estate si conta sull'ok della Regione circa l'utilizzo di altri 200mila euro (in aggiunta ai quasi 2 milioni di spesa totale), derivanti in parte da fondi assicurativi, per ulteriori interventi strutturali ed estetici. «Sarebbe importante inoltre - sostiene il progettista Pietro Pigozzi - che i privati contribuissero a risistemare le tombe di loro proprietà, dove non abbiamo titolo di intervenire». Presenti ieri i dirigenti di Ferrara Tua Stefano Lucci, Paolo Paramucchi e Giovanni Casadio.
Fabio Terminali
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