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Traffico illecito di rifiuti pericolosi tra Ferrara e Macerata.

Traffico illecito di rifiuti pericolosi tra Ferrara e Macerata.

Cinque indagati, sotto inchiesta anche tre società di cui una ad Argenta. L'operazione dei carabinieri della Forestale

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FERRARA. Dalle prime ore di ieri (25 ottobre) si è svolta una complessa operazione finalizzata a stroncare un traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi tra le province di Ferrara e Macerata.


Gli oltre 40 Carabinieri Forestali impegnati, coordinati dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Modena, coadiuvati dai colleghi della Stazione Carabinieri Forestale di Argenta, dai Gruppi Carabinieri Forestale di Macerata e Lodi e del Comando Regione Emilia Romagna, hanno eseguito i sequestri e le perquisizioni disposti dal G.I.P. del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna - Direzione Distrettuale Antimafia, tra cui il sequestro di uno stabilimento industriale dedito alla produzione e recupero di solventi industriali.


Le indagini, molto delicate data la complessità degli argomenti trattati, son durate circa un anno ed il coordinamento delle stesse è stato curato dal Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna Stefano Orsi. Le investigazioni e le attività di polizia giudiziaria svolte dai Carabinieri Forestali hanno permesso di accertare il traffico illecito di svariate migliaia di tonnellate di rifiuti industriali pericolosi da parte di una società di Argenta che, seppur regolarmente autorizzata al recupero di rifiuti, in realtà li immetteva in commercio quali prodotti senza idonei trattamenti preliminari.La società ferrarese, di proprietà di una nota società per azioni di Matelica (MC) dedita alla produzione di prodotti chimici, forniva a quest'ultima rifiuti non trattati che venivano poi utilizzati direttamente nella produzione di diluenti e affini.

Vari i reati al momento ipotizzati: dall'attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi, alla frode in commercio, alle responsabilità di reato degli enti coinvolti. Cinque le persone fisiche indagate. Sottoposte a indagine anche tre società, di cui una per azioni, ai sensi della legge 231/2001. Notevole la mole dei documenti sequestrati durante le perquisizioni.

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