Dignità e futuro alle donne vittime di violenza
Comacchio, da un immobile confiscato alla mafia la speranza di ricominciare Il comandante Coppi: «Così da un reato è nata un’opportunità importante»
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COMACCHIO. «Il nostro progetto esprime il senso della legalità, che è imprescindibile da quello dello Stato, perché ambisce a restituire dignità e speranza alle donne vittime di violenza, valori che la mafia cerca di soffocare, attraendo i giovani nella propria rete di illegalità, soprusi ed omertà». Queste le parole ieri mattina del vicesindaco Denis Fantinuoli, parole nelle quali è racchiuso il significato del progetto “Libera dalle Mafie Comacchio”, giunto alla terza edizione, presentato ieri pomeriggio in Sala Consiglio. «Ringrazio l’associazionismo, le scuole, i settori comunali e l'Arma dei carabinieri, che ha pagato a caro prezzo il proprio contributo nella lotta alla mafia e mi congratulo per il colpo basso inferto in questo giorni alla criminalità organizzata con il maxi-sequestro di droga». Un immobile oggetto di confisca alla criminalità organizzata, come poi ha approfondito anche Patrizia Buzzi, responsabile del servizio pubblica istruzione, sarà ristrutturato entro il 31 dicembre, grazie al contributo regionale pari a 60mila euro e a quello comunale di 30mila euro, divenendo una casa-rifugio, da 5 postiletto, al servizio di tutto il territorio del Distretto Sud-est dell’Asl, per donne che hanno subito violenze domestiche. «Il sindaco ha avuto l’intuizione di compiere questo investimento a favore delle donne vittime di violenza - ha sottolineato Patrizia Buzzi - quella di Ferrara non è più sufficiente, in quanto dispone di 16 posti e ne occorrerebbero 21». Ristrutturazione e arredo assicurati dalla Regione Emilia Romagna, ma il Comune ha già intercettato un altro canale di finanziamento anche per la futura gestione del centro, attraverso l’apposito bando regionale uscito nei giorni scorsi. Plaudendo all’azione sinergica tra istituzioni, scuole comprese ed associazionismo, il comandante della compagnia Carabinieri di Comacchio, tenente Andrea Coppi, ha rilevato che «questo progetto costituisce una opportunità di svolta, mediante l’allontanamento fisico da chi crea problemi. Da un reato è nata un’opportunità, la casa rifugio, per combattere altre forme di reato più attuali rispetto al contesto socio/politico e orografico locale». L’altro versante su cui muove il progetto, per il secondo anno consecutivo in collaborazione con l'associazione Caracò fondata da Alessandro Gallo e con il video-maker Maurizio Cinti è rappresentato dalla prevenzione al bullismo, fenomeno definito da Coppi «grave e subdolo intorno al quale occorrono consapevolezza e impegno di tutti». “Dal Bullo al bello” è il tema dei cortometraggi che saranno realizzati nelle scuole, sotto la guida di Alessandro Gallo e Maurizio Cinti.
Katia Romagnoli
Katia Romagnoli
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