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la testimonianza

«Mi hanno massacrato Io contro Igor e la banda»

Alessandro Colombani, una delle vittime di Igor
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Alessandro Colombani, una delle vittime di Igor

Le rapine dell’estate del terrore: Alessandro Colombani da ieri è parte civile Udienza rinviata per l’assenza di un legale: in aula il prossimo 2 novembre

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FERRARA. Uscendo dall’aula, Patrik Ruszo lo ha salutato, come si fa tra vecchi conoscenti: «Mi ha detto “buongiorno”, non gli ho risposto, volevo farlo a modo mio, come si addice a chi mi ha fatto del male, ma ho avuto rispetto per i giudici che avevo davanti»: Alessandro Colombani non lo accetta, da chi lo massacrato una notte del luglio di 2 anni, fuori casa sua, a Villanova di Denore, assieme a Igor Vaclavic, il russo (o Norbert Feher, serbo) e Ivan Pajdek, per 70 euro e il pin del bancomat con cui la banda di rapinatori prese 250 euro. Ieri Colombani era ancora in tribunale, e ha deciso di costituirsi parte civile «anche per aver un solo euro di risarcimento, per andar fin in fondo e perchè questi giudici mi hanno dato fiducia». Lo fa come “vittima” della banda di Igor, che ancora non si sa dove sia e che sarà processato il 13 dicembre, in tribunale.

Si farà invece il 2 novembre, il processo in abbreviato davanti al gup Piera Tassoni, contro Ruszo (che vuole esser gentile e umano) e Ivan Pajdek, entrambi condannati per l’omicidio di Pier Luigi Tartari a ergastolo e 30 anni di carcere. Perchè ieri per un impedimento del legale di Ruszo, tutto è saltato: con grande seccatura dei giudici che volevano chiudere tutto e subito. Invece. Invece, spiega Colombani «a queste persone, che hanno massacrato me e ucciso altri, è permesso di scegliere, se essere processati in altra data e se vorranno essere presenti all’udienza del 2 novembre: so che queste sono le regole dei tribunali, ma a me quella notte non è stato permesso di scegliere se essere picchiato a bastonate oppure no». E così dopo le prime schermaglie, tutto è stato aggiornato al 2 novembre quando si concluderà il processo per le rapine dell’estate del terrore, nel 2015: la prima fu quella a Colombani, poi all’anziana Emma Santi a Mesola e quindi figlia e padre a Coronella, Cristian e Giulio Bertelli. Igor, nel frattempo, lo cercano ancora dappertutto, dopo aver ucciso Davide Fabbri a Budrio e Valerio Verri nel Mezzano e ancora oggi in tanti dicono che si doveva fermare prima, soprattutto dopo queste violente rapine. (d.p.)


 

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