La Nuova Ferrara

Ferrara

Stranieri residenti, sono 30mila

Stranieri residenti, sono 30mila

Il dossier immigrazione: a Ferrara calano gli arrivi, ma l’anno scorso ci sono stati 1.133 nuovi italiani

3 MINUTI DI LETTURA





Il flusso degli arrivi di migranti a Ferrara prosegue la sua parabola discendente, cominciata già quest’estate anche in virtù del decreto Minniti. Nelle ultime settimane si sono contati non più di 6-7 arrivi, altre due famiglie (in tutto altre sei o sete persone) arriveranno oggi alla Caritas provenienti dal Centro Mattei di Bologna.

Secondo il dossier immigrazione Idos presentato proprio ieri (e riferito al 2016), nel Ferrarese vivono quasi 30mila immigrati regolari, con una percentuale sulla popolazione residente (8,6%) inferiore alla media dell’Emilia Romagna che peraltro, con l’11,9%, si conferma una delle regioni con la più alta incidenza di stranieri. La nostra provincia al contrario è in fondo alla classifica regionale per presenza di stranieri, che rappresentano solo il 5,7% di tutti gli immigrati residenti in Emilia Romagna. I numeri fotografano inoltre la tipologia migratoria nel nostro territorio, che si caratterizza per la presenza di donne (il 56,5%, la punta regionale più alta insieme a Rimini) impiegate soprattutto nell’assistenza agli anziani. Si tratta di donne arrivate in Italia da sole, senza i loro familiari, per fare le badanti e non è un caso che la nostra provincia sia ultima in regione anche per numero di nuovi nati stranieri (nel 2016 sono stati 428) e per permessi di soggiorno per ricongiungimento familiare. Cifre ben più importanti, in questo senso, si registrano in province con maggiore appeal economico e occupazionale come Modena, Reggio Emilia, Parma o Bologna, dove i permessi per ricongiungimento familiari sfiorano o addirittura superano la metà del totale. E dove il numero di nuovi nati raggiunge quote molto più importanti: basti pensare a Modena con 1.622 bimbi stranieri nati l’anno scorso. Coerenti con queste caratteristiche anche i dati sui permessi di soggiorno per lavoro e per motivi umanitari, dove Ferrara è agli ultimi posti nel primo caso (33,2%) e al primo posto (con il 23%) nel secondo.

Nel complesso, la situazione nel Ferrarese è rimasta stabile rispetto al 2015, e non si sono riscontrate variazioni percentuali nell’incidenza di stranieri sul totale della popolazione, nonostante gli arrivi di profughi inseriti nei programmi di accoglienza. A bilanciare questo dato è intervenuto quello sulle nuove acquisizioni di cittadinanza, che l’anno scorso sono state 1.133. In quanto nuovi italiani, dunque, non sono stati inclusi nel conteggio di residenti stranieri.

Per quel che riguarda la provenienza, la comunità rumena è al primo posto in sei province su nove, compresa Ferrara. Nel nostro territorio risultano ben rappresentate anche la comunità ucraina (11,2% sul totale degli stranieri,) e moldava (7,1%), entrambe riconducibili al badantato, come pure la pakistana (il 9,2% concentrata soprattutto nel Portuense), a cui fanno seguito i cinesi (6,8%), mentre tunisini, marocchini e indiani sono presenti in percentuale minore.

In tutta l’Emilia Romagna, infine, l’appartenenza religiosa degli stranieri residenti è stimata dal Dossier in una quota di cristiani pari al 46%, una di musulmani del 39,8% e una del 3% di induisti. La restante parte include buddisti, atei/agnostici e altre religioni orientali o tradizionali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google