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Studenti senza casa Posti a Comacchio e Occhiobello

Studenti senza casa Posti a Comacchio e Occhiobello

Boom di matricole Unife: Tper darà una mano a chi va fuori Coop mobilitate. Il prorettore: garantire standard e prezzi

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Lo studente dove lo metto?

La domanda impazza ai vertici dell'Università per «questa piacevole emergenza, assolutamente imprevedibile, data dal grande successo delle immatricolazioni», spiega il rettore Giorgio Zauli.

Quanti siano ancora senza casa non si sa esattamente, dei 6.519 neo-iscritti (+120% sull'anno scorso, l'82% arriva da fuori regione), oltre ai 1.300 pre-iscritti tuttora indecisi e in cerca di delucidazioni. Di certo c'è che, nel solo primo giorno di attivazione, sono 245 le matricole a essersi registrate nello spazio web cliccabile dalla homepage del sito di ateneo: possono iscriversi pure i privati disponibili a garantire una stanza.

«Vogliamo mappare il fabbisogno - spiega il prorettore Enrico Deidda Gagliardo - e le agenzie immobiliari devono impegnarsi a garantire standard di qualità, secondo un contratto tipo stabilito dal Comune. L'obiettivo è calmierare i prezzi, bloccando le speculazioni».

Già di qualche truffa con affitti alle stelle si ha notizia, la caccia si fa aspra. Il 6 novembre la task force di Unife definirà una specifica convenzione con le associazioni di categoria. Intanto martedì il secondo summit del tavolo, allargato ad altri attori sociali, ha dato risultati limitati.

L'agenzia Ergo, che ha già occupato 258 posti letto, a inizio novembre agli studenti in lista, ne offrirà altri 11 e una ulteriore ventina da metà mese. La Fondazione “Falciola” ha saturato i suoi 750 posti: disponibile un altro in centro e 17 in periferia. Una stanza c'è alla Città del Ragazzo, mentre dal circuito Legacoop ne spuntano 14. Qualcuno dalla cooperativa Matteo25. Si guarda a Occhiobello e Comacchio, dove ci sarebbero 500 posti. In tema trasporti, Ami e Tper darebbero una mano. Il senso dell'urgenza lo dà Tiziano Tagliani: «Stiamo setacciando la città - dice il sindaco - e come Comune mettiamo in gioco relazioni vaste. Abbiamo dato indicazioni ad Acer che in 95 alloggi di nostra proprietà, man mano che si liberano, si abbia un occhio di riguardo verso gli universitari. Con Coopattiva si può fare un progetto già operativo a Verona». Il tutto in attesa di soluzioni strutturali, rintracciabili nell'auspicato risveglio di alcuni rebus urbanistici dormienti. Tipo Palaspecchi post riqualificazione (i posti riservati agli studenti saliranno da 109 a 150), Darsena City (sotto procedura fallimentare, 380 posti), ex caserma Pozzuolo del Friuli (perimetro della Cassa Depositi e Prestiti), Casa del Pellegrino (libera da fine anno, si è parlato con un dirigente dell'Inail), Gesuati, anche un edificio in via Cassoli della vecchia Carife. Si è poi fatta viva una società di Bolzano: realizzerebbe 24 appartamenti di fronte al parcheggio Kennedy. Tutti pezzi di un puzzle difficile da assemblare. Il rettore promette che per il prossimo anno accademico ci si muoverà in anticipo, fin da aprile. «C'è stato il boom di iscrizioni di biotecnologie e scienze biologiche - ricorda Zauli - ma cresciamo anche negli studi umanistici. Potenzieremo le lezioni in streaming. Il punto critico è il taglio imposto di docenti e ricercatori, ne recluteremo. E pensiamo a un nuovo corso per “operatore del turismo culturale”. Sono per i grandi numeri, Ferrara deve essere una grande città universitaria. Altroché numero programmato: l'anno scorso a Economia abbiamo perso 200 studenti».

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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