Ex fornace, la bonifica è in dirittura d’arrivo
Campotto, i lavori di messa in sicurezza si concluderanno entro fine anno Il passo successivo sarà la riqualificazione architettonica e ambientale
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ARGENTA. Era il 23 aprile 2009 quando il commissario Riccardo Tumiati e gli agenti della polizia municipale di Argenta, attuarono il sequestro preventivo dell’ex fornace di Campotto. Oggi, dopo oltre 8 anni di ordinanze, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, di ripetute interrogazioni in consiglio comunale, l’assessore all’ambiente Marco Chiarini ha annunciato nell’ultimo consiglio comunale «che i lavori di messa in sicurezza del sito possono concludersi entro il 31 dicembre». Questa felice conclusione è arrivata martedì sera in consiglio comunale quando i consiglieri comunale del Pd Nadia Cai (che è anche il presidente) e Davide Mancini, hanno interrogato il sindaco e l’assessore all’ambiente per sapere se la bonifica è stata eseguita nei tempi previsti e se c’è la volontà di rendere pubblici i risultati delle analisi dell’aria eseguite. Nel dettagliare il cronoprogramma dei lavori, l’assessore Chiarini ha riferito in consiglio che a giugno c’è stato un incontro tra i tecnici comunali e la ditta proprietaria dell’ex fornace per stabilire le fasi dei lavori. Lavori che sono iniziativi l’1 luglio, inoltre, il 22 settembre, una società incaricata della operazioni della bonifica, ha certificato che l’89% delle lavorazioni appaltate erano state completate e inoltre, erano state avviate le pratiche necessarie per l’autorizzazione paesaggistiche per lo smantellamento della copertura in cemento amianto. Riguardo alle analisi sulla presenza di amianto nell’aria e nell’area, «verranno esposte dalle proprietà - ha precisato Chiarini - in modi e tempi ancora da concordare». Sul come si sia raggiunto questo risultato caratterizzato da un lungo travaglio, «ricordo che la bonifica - ha affermato Chiarini - è avvenuta senza oneri economici da parte del comune ma solo dopo che sono state trovate le risorse necessarie per procedere all’esecuzione in danno, risorse che abbiamo rimesso in bilancio». Riferendosi alla proprietà, Chiarini ha elogiato l’interlocutore «serio col quale confrontarci e, previo eventuali ulteriori analisi e verifiche ambientali, l’area merita una riqualificazione architettonica e ambientale da concordare senza impatti per l’oasi di Campotto e del Parco del Delta del Po».
Giorgio Carnaroli
Giorgio Carnaroli
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