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La candeggina le rovina i vestiti: il risarcimento non arriva

La candeggina le rovina i vestiti: il risarcimento non arriva

BONDENO. Una volta, la pubblicità martellava i cittadini con la candeggina migliore, senza rischi di strappi o danni per i vestiti. Si, perché a volte la candeggina può essere anche suo malgrado...

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BONDENO. Una volta, la pubblicità martellava i cittadini con la candeggina migliore, senza rischi di strappi o danni per i vestiti. Si, perché a volte la candeggina può essere anche suo malgrado responsabile di un danno: specie se la confezione è difettosa, ed il supermercato non risarcisce la cliente. Nel caso specifico, una donna di Bondeno attende da quasi tre anni il risarcimento per un paio di pantaloni e una maglia completamente rovinati. Di cui si è accorta all’uscita da un supermercato del territorio dell’Alto Ferrarese. La donna aveva acquistato la confezione di candeggina ed altri generi, avviandosi poi verso il parcheggio. Quando si è accorta che il tappo della candeggina non era ben sigillato e, nel frattempo, parte della sostanza era uscita e le aveva rovinato irreparabilmente i vestiti. «Sono tornata nel negozio e tutti si sono dimostrati molto gentili, nello spiegarmi la procedura che avrei dovuto seguire per avere diritto al rimborso, essendo la confezione difettosa». Il resto è una lunghissima sequenza di raccomandate, mail, fotografie indicanti il danno e l’importo della maglia e del pantalone rovinati dallo sbiancante: circa un centinaio di euro. Oltre al valore del flacone difettoso. A rigor di logica, facendo anche fede la parola data dai responsabili del negozio, il tutto si sarebbe dovuto risolvere in breve tempo. Se non fosse che, in questi casi, l’ufficio competente per queste pratiche si trova spesso in altre città, in altre regioni. Con difficoltà immani nelle comunicazioni e, «se non ti rivolgi ad un avvocato – spiega la donna – diventa difficile. Ma visto il valore del danno e i tempi che queste cose comportano, fra contestazioni e rinvii, non vale la pena spendere altri soldi». Alla fine, insomma, ad essere danneggiati finiscono per essere i clienti.

Gli anni sono passati, il supermercato ha cambiato nome, di certo anche proprietà e, a distanza di anni, nessuno sa più nulla. Alla faccia del servizio di “qualità e cortesia”. (mi.pe.)

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