goro
Si uccide davanti alla tomba del padre
GORO. Ha comprato una pistola ed ha aspettato forse il momento secondo lui più giusto. Così ieri mattina attorno alle 12.30 è entrato nel cimitero di Goro e si è tolto la vita davanti alla tomba del...
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GORO. Ha comprato una pistola ed ha aspettato forse il momento secondo lui più giusto. Così ieri mattina attorno alle 12.30 è entrato nel cimitero di Goro e si è tolto la vita davanti alla tomba del padre.
Goro è sconvolta per la morte di un pescatore di 50 anni, che ha deciso di morire dopo mesi di sofferenze legate ad una forte depressione. Conosciuto e stimato da tutti, il pescatore faceva parte di una nota cooperativa in cui lavora anche il figlio maggiore. Aveva anche giocato nella squadra del Goro e del Gorino e fino a a qualche tempo fa conduceva una vita serena. «Era un uomo di mare - dicono gli amici più stretti - uno di quelli che usciva all’alba e tornava a casa alla sera, magari senza dire una parola per tutto il giorno».
E, aggiungono, «ultimamente non stava bene. Abbiamo cercato di stragli vicino, di parlargli ma certe malattie sono tremende, ti rubano alla vita ancor prima di morire. La pistola l’aveva appena comprata e a questo punto ci domandiamo chi è che l’ha venduta. Si vedeva lontano un miglio che non stava bene, non potevano non accorgersene».
Molto probabilmente i carabinieri di Goro, intervenuti ieri mattina, porteranno avanti indagini in tal senso, cercando anche di capire quando ha avuto il porto d’armi.
«Non pensavamo potesse arrivare a tanto. Suo padre è morto un anno fa, erano molto legati e la sua depressione è aumentata proprio dopo il lutto». Un luogo scelto non a caso, una morte premeditata e curata anche nei piccoli dettagli. L’uomo lascia la moglie e due figli.
Goro è sconvolta per la morte di un pescatore di 50 anni, che ha deciso di morire dopo mesi di sofferenze legate ad una forte depressione. Conosciuto e stimato da tutti, il pescatore faceva parte di una nota cooperativa in cui lavora anche il figlio maggiore. Aveva anche giocato nella squadra del Goro e del Gorino e fino a a qualche tempo fa conduceva una vita serena. «Era un uomo di mare - dicono gli amici più stretti - uno di quelli che usciva all’alba e tornava a casa alla sera, magari senza dire una parola per tutto il giorno».
E, aggiungono, «ultimamente non stava bene. Abbiamo cercato di stragli vicino, di parlargli ma certe malattie sono tremende, ti rubano alla vita ancor prima di morire. La pistola l’aveva appena comprata e a questo punto ci domandiamo chi è che l’ha venduta. Si vedeva lontano un miglio che non stava bene, non potevano non accorgersene».
Molto probabilmente i carabinieri di Goro, intervenuti ieri mattina, porteranno avanti indagini in tal senso, cercando anche di capire quando ha avuto il porto d’armi.
«Non pensavamo potesse arrivare a tanto. Suo padre è morto un anno fa, erano molto legati e la sua depressione è aumentata proprio dopo il lutto». Un luogo scelto non a caso, una morte premeditata e curata anche nei piccoli dettagli. L’uomo lascia la moglie e due figli.
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