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Terza corsia A13, Bologna da l'ok ma pone i suoi "paletti"

Terza corsia A13, Bologna da l'ok ma pone i suoi "paletti"

Emersi, per la periferia della città, problemi di natura ambientale, rumore e  smog. Il Comune felsineo chiede ad Autostrade di correggere il progetto. Il progetto di allargamento caldeggiato anche da Ferrara

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FERRARA. Da tempo è emersa l'esigenza dell'allargamento a tre corsie dell'autostrada A13, ormai congestionata dal traffico, in particolare da quello pesante, sostenuto dalla ripresa economica dopo anni di crisi. In Comune, a Ferrara, molte voci si sono già levate per perorare la causa. Anche il Comune di Bologna è favorevole: la giunta, come annuncia l'agenzia Dire, ha dato il suo ok al progetto redatto dai tecnici del municipio felsineo ponendo alcuni paletti alle ipotesi formulate dalla società Autostrade e potrebbe quindi condizionare i tempi dell'eventuale realizzazione dell'allargamento ma anche fornire temi e valutazioni per l'intervento visto dalla provincia estense che viene "tagliata" per diversi chilometri dall'importante arteria di traffico.

Il progetto causerebbe nella periferia di Bologna attraversata dall'infrastruttura un aumento dell'inquinamento del 20% e troppo rumore nei pressi del vicino istituto scolastico Serpieri. Ma preoccupano soprattutto le ricadute ambientali del progetto, in particolare per quanto riguarda lo smog e l'inquinamento acustico. Tant'è che ad Autostrade viene chiesto di inserire già nel progetto definitivo decisi interventi di mitigazione e di monitoraggio. Quelli indicati finora, del resto, vengono considerati insufficienti.

«Dall'analisi delle mappe di concentrazione degli inquinanti - scrivono gli uffici comunali bolognesi nel parere che sarà poi inviato al Ministero per la valutazione di impatto ambientale - emerge come gli scenari progettuali al 2025 e al 2035 prevedano un aumento del carico veicolare ed emissivo rispetto agli scenari programmatici 2025 e 2035, con particolare riferimento agli ossidi di azoto e alla CO2». Rispetto alla situazione attuale, l'aumento delle emissioni previsto dal progetto al 2025 è del 20,17% e del 4,5% rispetto a quello programmatico. Soprattutto nelle zone coinvolte nell'ampliamento della A13, fino a Castel Maggiore, «viene stimato un aumento nelle concentrazioni di pm10 e biossido di azoto proprio in zone che già ora presentano alcune criticità», come Parco Nord e il Parco delle Caserme Rosse.

A fronte del previsto aumento dello smog, però, nel progetto di autostrade «non vengono fornite descrizioni adeguate sulle misure di compensazione e mitigazione da adottare - critica il Comune di Bologna - e non sembra siano stati considerati gli obiettivi programmatici nazionali, regionali e locali di riduzione degli inquinanti atmosferici, delle emissioni climalteranti e di incremento della quota di copertura dei consumi finali da fonti rinnovabili». Un tema particolarmente importante in un periodo nel quale sono state imposte limitazioni importanti alla circolazione dei veicoli (misure mitigate negli ultimi giorni) a causa della proliferazione delle polveri sottili.

Oltretutto, il progetto prevede l'abbattimento di piante la cui sostituzione è considerata dal Comune felsineo «insufficiente sia per la mitigazione dell'opera sia per la compensazione dovuta» per legge. Ad esempio, Autostrade prevede di piantare 2,2 ettari di bosco contro gli 1,9 che saranno abbattuti e i 3,8 ettari dovuti per legge. La società che gestisce l'opera si dice disposta a incrementare le aree verdi, ma solo su terreni già di proprietà comunale. Proposta considerata inammissibile da Palazzo D'Accursio. Nel progetto definitivo, dunque, dovranno essere previste misure in grado di «compensare l'incremento di emissioni prodotte dall'intervento», a partire proprio dalle aree verdi, «prevedendo lungo il tracciato un'adeguata fascia di mitigazione costituita da impianti arboreo arbustivi con almeno tre o quattro file arboree».

Quanto ai livelli di smog, il Comune prescrive almeno quattro monitoraggi annuali (uno per stagione) prima, durante e dopo la realizzazione dell'opera, della durata di 20-30 giorni ciascuno, fino a due anni dopo la conclusione dei lavori. Palazzo d'Accursio chiede anche un'ulteriore centralina vicino a punti sensibili.
Bologna prescrive dunque il potenziamento delle barriere acustiche per evitare alcuni problemi di rumore sia in altezza sia in estensione, e senza alcuna interruzione.
Critica è anche la situazione in un tratto di via Ferrarese, la strada che collega Bologna  a Ferrara, dove permane «il problema del mancato rispetto dei limiti normativi, superati già allo stato attuale e che saranno ulteriormente peggiorati nello scenario futuro». Tra l'altro, le valutazioni di società Autostrade «sono basate su un assetto infrastrutturale che non recepisce quanto presentato per la procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) regionale dell'intermedia di pianura».
 

 

 

 

 

 

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