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Amici della Carife: «Bper, offerta scarsa Indignati per Visco»

Amici della Carife: «Bper, offerta scarsa Indignati per Visco»

«L’offerta Bper non è sufficiente, indignazione per la riconferma di Visco al vertice della banca d’Italia e il Governo deve intervenire. Arrivano i rimborsi agli obbligazionisti, ma i 28.000...

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«L’offerta Bper non è sufficiente, indignazione per la riconferma di Visco al vertice della banca d’Italia e il Governo deve intervenire. Arrivano i rimborsi agli obbligazionisti, ma i 28.000 azionisti non devono rassegnarsi. Le soluzioni ci sono».

È questo in sintesi il pensiero degli “Amici della Carife”, all’indomani della proposta di Bper di offrire un pacchetto commerciale agli ex azionisti Carife. Siamo già bersagliati dalle chiamate dei nostri associati. «Per la prima volta nella storia bancaria italiana - ricorda l’associazione guidata da Marco Cappellari - risparmiatori sono stati azzerati da un decreto firmato dal Ministro dell’Economia. È inaccettabile. E’ incostituzionale (l’art. 47 della Costituzione tutela il risparmio). Su tali atti vi è quindi una precisa responsabilità politica, e per questo chiediamo una risposta alla politica. Tutti hanno dichiarato a più riprese di aver sbagliato (Renzi, Padoan, Visco, ecc.) ma ancora non si intravede la soluzione. Abbiamo invitato il Governo a Ferrara ed è venuto. Il 3 aoprile 2016 il viceministro dell’economia Morando ha parlato al Teatro comunale davanti a 1200 ferraresi azzerati. Si è congedato con tre promesse: 1) rimborsare gli obbligazionisti; 2) convincere l’acquirente di Carife a intervenire; 3) dare aiuti al territorio ferrarese attraversato da crisi economica. La prima promessa è stata quasi mantenuta, le altre noChiediamo al Governo di trovare una soluzione».

Tra i suggerimenti c’è anche il via ad un rapido Credito fiscale per recuperare il valore delle azioni, valorizzando un’azione a 20 euro (meno del valore a cui furono vendute all’aumento di capitale del 2011: 21 euro), per recuperare le circa 20.000.000 di azioni in mano agli azionisti retail è necessaria una somma di 400 milioni. Permettendo un credito fiscale scaglionato in 5 anni, rinunciando a 80 milioni di imposte all’anno si arriverebbe alla soluzione. «Parliamo di “brustoline” per lo Stato - dcino i risparmiatori - ma dei risparmi di una vita per le persone colpite. Chiediamo a tutti i politici ferraresi di sostenerci con grande determinazione; c’è la legge di stabilità alle porte.»

L’associazione ha richieste anche per Bper.

«La banca popolare- dicono gli Amici della Carife - ha avuto una Carife ripulita da 343 milioni di crediti deteriorati (già ceduti al Fondo Atlante II per il 19% del loro valore, ossia circa 65 milioni di euro).Nuova Carife/Bper ha beneficiato di un aumento di capitale di 290 milioni a giugno 2017 dal Fondo di risoluzione; Bper godrà di svariate decine di milioni di fiscalità differita e ha già annunciato questa estate un “bilancio semestrale 2017” migliorato di 130,7 milioni grazie all’acquisizione di Carife.

I dipendenti Carife sono stati ridotti di 350 unità e si stanno dimezzando le filiali (su 96 ne chiuderanno 48).

In definitiva Bper ha tutte le risorse per investire sul futuro e venire incontro agli ex azionisti Carife colpiti. Auspichiamo un brillante futuro per Bper a Ferrara, ma fatichiamo a comprendere come questo possa costruirsi sulle ceneri dei risparmi azzerati di 28.000 famiglie ferraresi. Migliaia di clienti Carife erano alla finestra e aspettavano “un importante gesto” da Bper. E qui l’associazione dei risparmiatori cita l’esempio di Banca Intesa per i clienti delle banche venete e la grande banca spagnola Santander che ha rimborsato i risparmiatori del Banco Popular. Come dire «prima azione importante quella di Bper, ma si può sicuramente fare di più per gli ex azionisti Carife».

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