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Fondazione Carife verso la fusione con il Modenese

Fondazione Carife verso la fusione con il Modenese

L’ipotesi più probabile per la sopravvivenza dell’ente legata all’accordo Acri-Mef Maiarelli: attendiamo la legge di stabilità per procedere a nuove erogazioni

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«Ho letto le parole del presidente di Acri Giuseppe Guzzetti sulla Nuova Ferrara di ieri e lo ringrazio per il prezioso lavoro che sta svolgendo. Confermo che siamo in trepida attesa di vedere inserito nella prossima legge di stabilità anche quel provvedimento in favore delle Fondazioni bancarie in difficoltà come la nostra».

Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione Carife, segue da vicino l’evolversi della situazione. In base ad un accordo stipulato tra Acri (l’associazione delle fondazioni bancarie e della Casse di Risparmio) e il Mef il ministero dell’economia e delle finanze guidato dal ministro Pier Carlo Padoan, si concedono crediti d’imposta a quelle fondazioni bancarie in salute che si fondono con altre in difficoltà, dando così la possibilità a quest’ultime di erogare nel settore dei servizi alla persona. In questo modo anche le Fondazioni in grosse difficoltà patrimoniali per via dei dissesti bancari, proprio come quella ferrarese, in caso di fusione potrebbero percepire dei contributi e continuare ad erogare sul territorio.

«È quello che ci auguriamo tutti - commentava ieri il presidente Maiarelli - il provvedimento che dovrebbe essere inserito nelle prossima legge di stabilità è fondamentale per la sopravvivenza della nostra Fondazione. Tra l’altro non avendo più legami con la banca dal 2015, non abbiamo più possibilità di avere dividendi bancari. Per evitare di scomparire quindi l’unica soluzione è quella della fusione».

Una fusione che a questo punto diventa decisiva per il futuro di un sodalizio che ricordiamo negli anni d’oro della Carife erogava ogni anno sul territorio dai 7 ai 10 milioni di euro ripartiti in varie attività dai servizi alla persona, alla cultura, alla ricerca. Ora quella che è stata la cassaforte di Ferrara, dai tempi della crisi della Carife (anno 2009), non ha percepito dividendi dalla banca per cui si sono chiusi i rubinetti dell’erogazione.

Una volta che passerà il provvedimento fortemente voluto dall’Acri sull’aiuto alle fondazioni in difficoltà patrimoniale, la Fondazione Carife dovrebbe essere già in grado di trovare una o più fondazioni consorelle in grado di aiutarla in questo momento di erogare contributi. A questo punto sembra che l’interesse della Fondazione ferrarese sia più rivolto ad un matrimonio verso il modenese che non con la Romagna. Pare di capire che si privilegeranno legami con fondazioni bancarie come Modena, Vignola, Mirandola o la stessa Cento, piuttosto che realtà come Ravenna, Forlì e Cesena. Una scelta più rivolta quindi all’area vasta della Confindustria che non a quella della Camera di Commercio e del turismo. Nessun legame ormai con Bper ma proprio Modena potrebbe essere la salvezza anche per la Fondazione. (g.p.z.)

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