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Gli impegni per il “greening”

Le novità nelle coltivazioni in vigore dalla campagna 2018

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«In relazione all’accordo raggiunto fra Parlamento Europeo, Commissione e Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura, sui contenuti della cosiddetta riforma di metà periodo dell'attuale Pac, che verrà inserita nel regolamento “Omnibus”, gli aspetti di maggior rilievo, che entreranno in vigore già dalla campagna 2018, interessano gli impegni di inverdimento, il cosiddetto greening». Lo afferma Confagricoltura Ferrara, che sottolinea, in particolare, come siano stati resi meno stringenti gli obblighi per le colture in sommersione (riso). Per quanti destineranno più del 75% della superficie agricola a leguminose e a foraggere, l'obbligo di diversificazione verrà cancellato; questa decisione consente di risolvere il problema che si era aperto per le superficie a medicaio, inizialmente esentate dall'obbligo di diversificazione, poi ritenute obbligate. E' stato inoltre deciso di dare maggior vigore alle misure a favore dei giovani, sia nell'ambito del primo pilastro (aiuti diretti), che del secondo (Sviluppo Rurale). Altro importante capitolo dell'accordo riguarda la gestione dei rischi in agricoltura. È stato infatti deciso di abbassare al 20% la soglia di danno che consente di rendere agevolabile la polizza (che tale valore era fissato al 30%) e di aumentare l'intensità dell'aiuto dal 65% al 70%. Restano tutti da risolvere i nodi derivanti dal Piano Assicurativo Agricolo Nazionale, la cui responsabilità spetta al solo Stato Italiano. «Purtroppo nessuna inversione al recente divieto di effettuare trattamenti fitosanitari sulle superfici azotofissatrici utilizzate come aree a Focus ambientale – lamenta Confagricoltura Ferrara – un errore grossolano che avrà quale conseguenza la riduzione delle superfici destinate a soia, coltura questa largamente utilizzata come EFA. La soia è una coltura molto importante perché è un’azotofissatrice (l’azoto atmosferico viene catturato e fissato nel terreno), con i conseguenti benefici in termini ambientali, e perché è produttrice di proteine vegetali di cui l’Italia è ampiamente deficitaria». «Esprimiamo un giudizio sostanzialmente positivo rispetto all’accordo – commenta il Presidente di Confagricoltura Pier Carlo Scaramagli – che introduce elementi di semplificazione e flessibilità; ciò nonostante, la Pac resta in generale molto complessa e distante da un modello idoneo ad accrescere la competitività delle imprese agricole». (a.t.)

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