Don Fulvio è tornato E Argenta lo accoglie con la chiesa gremita
ARGENTA. Se sabato sera, all’insediamento del nuovo parroco don Fulvio Bresciani, c’era una chiesa piena, ieri mattina si è assistito ad un bagno di folla. E lui, don Fulvio, al suo ritorno dopo 26...
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ARGENTA. Se sabato sera, all’insediamento del nuovo parroco don Fulvio Bresciani, c’era una chiesa piena, ieri mattina si è assistito ad un bagno di folla. E lui, don Fulvio, al suo ritorno dopo 26 anni, non ha nascosto l’emozione. «Se tornassi per i vecchi amici - ha detto aprendo la messa - sbaglierei. Sono tornato per servire tutti e cerco collaborazione dei vecchi perché la chiesa non invecchia: questo è quello che voglio fare».
Le sue parole lasciano il segno nel silenzio in chiesa e anche qualche occhio luccicante. La funzione scivola con il coro che intona anche canti dei campi scuola di oltre 26 anni fa fino all’omelia. Ecco, qui, il nuovo parroco, era atteso al varco perché Argenta, «è una realtà molto grande - come aveva detto il vescovo Lorenzo Ghizzoni sabato sera - e dove il prete deve donarsi agli altri e non per se stesso».
«Il parroco deve puzzare - ha detto monsignor Ghizzoni riprendendo una famosa frase del Papa -, deve stare fra le sue pecorelle».
Tornando all’omelia domenicale, don Fulvio si è limitato a commentare il Vangelo, di ciò che manca oggi nella società come l’ascolto, la carità, l’amore nel matrimonio, quella carità di dedicare tempo all’altro: «Questo è amore - ha detto - altrimenti è convenienza». Riconfermati che i suoi obiettivi saranno i giovani soprattutto gli adolescenti e la famiglia, che va aiutata, e rivolgendosi ai genitori presenti, ha aggiunto «Non è obbligatorio fare la prima comunione così pure il battesimo ma se si sceglie di farlo va fatto con impegno e nell’esempio». Al termine svela che il calice con il quale ha celebrato, è quello di 26 anni fa quando, giovane cappellano, celebrò la sua prima messa ad Argenta.
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Le sue parole lasciano il segno nel silenzio in chiesa e anche qualche occhio luccicante. La funzione scivola con il coro che intona anche canti dei campi scuola di oltre 26 anni fa fino all’omelia. Ecco, qui, il nuovo parroco, era atteso al varco perché Argenta, «è una realtà molto grande - come aveva detto il vescovo Lorenzo Ghizzoni sabato sera - e dove il prete deve donarsi agli altri e non per se stesso».
«Il parroco deve puzzare - ha detto monsignor Ghizzoni riprendendo una famosa frase del Papa -, deve stare fra le sue pecorelle».
Tornando all’omelia domenicale, don Fulvio si è limitato a commentare il Vangelo, di ciò che manca oggi nella società come l’ascolto, la carità, l’amore nel matrimonio, quella carità di dedicare tempo all’altro: «Questo è amore - ha detto - altrimenti è convenienza». Riconfermati che i suoi obiettivi saranno i giovani soprattutto gli adolescenti e la famiglia, che va aiutata, e rivolgendosi ai genitori presenti, ha aggiunto «Non è obbligatorio fare la prima comunione così pure il battesimo ma se si sceglie di farlo va fatto con impegno e nell’esempio». Al termine svela che il calice con il quale ha celebrato, è quello di 26 anni fa quando, giovane cappellano, celebrò la sua prima messa ad Argenta.
Giorgio Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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