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È caccia aperta ai fondi per i lavori alla chiesa

È caccia aperta ai fondi per i lavori alla chiesa

Porto Garibaldi, la conferma arriva dall’economo dell'arcidiocesi di Ferrara «Ci sono dei problemi al tetto, ma l’intenzione è rimettere a posto tutto»

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PORTO GARIBALDI. Dopo l’appello con cui nello scorso mese di settembre don André Nayeton aveva esortato la popolazione ad evitare inutili allarmismi, si torna a parlare della chiesa di Porto Garibaldi.

Da tempo, infatti, la comunità si è mobilitata attorno al parroco, per contribuire a rilanciare il centro parrocchiale, ma anche per dare una mano concreta nella raccolta fondi necessari alla ristrutturazione dell'edificio religioso. Oggetto delle attenzioni della Curia è anche il tetto della parrocchia, alla luce delle accertate infiltrazioni di acqua piovana. «Sono stati rilevati alcuni problemi - conferma don Graziano Donà, economo dell'arcidiocesi di Ferrara-Comacchio - e don Stefano Zanella con l’ufficio tecnico della Curia li sta seguendo scrupolosamente, al fine di intervenire. La problematica principale riguarda le risorse da reperire - va avanti don Graziano-. A livello pratico, in questi ultimi tempi vi è stato il cambio dei vescovi e della nostra riorganizzazione interna. Ma voglio ribadire che l’attenzione permane su tutto il complesso parrocchiale di Porto Garibaldi, teatrino e canonica compresi».

La riflessione dell’economo della Curia si allarga anche agli aspetti socio-culturali della comunità parrocchiale, nella piena consapevolezza che quella sia una realtà viva, importante anche in inverno e non solo una località turistica. «Non significa che la chiesa di Porto Garibaldi sia di serie B - va avanti don Graziano -; stiamo cercando le risorse destinate ad una serie di problematiche che appunto riguardano l'intero complesso parrocchiale. I nostri sforzi sono stati rivolti soprattutto alle parrocchie terremotate della parte occidentale della provincia».

È un progetto dunque di ampio respiro quello attorno al quale sta lavorando l'Ufficio tecnico della Curia, le cui linee guida ruotano attorno agli aspetti della «ristrutturazione e della valorizzazione del teatro, espressione dell'identità della comunità locale», rimarca don Graziano. Risale al luglio 2016 l’abbattimento del campanile edificato negli anni ’70, per via dello stato di pericolo riscontrato sui piloni in cemento armato. Il nuovo campanile sarà ricostruito a seguito di apposito concorso di idee, di concerto tra Curia e Comune. La chiesa invece è stata costruita a meta anni ’50, ma dopo poco più di mezzo secolo richiede ora interventi di manutenzione straordinaria. Non si sono tuttavia ravvisate le condizioni per trasferire altrove le funzioni liturgiche, come qualcuno in paese aveva invece paventato.

Katia Romagnoli

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