«Erbacce nei cimiteri, “colpa” del glifosate»
Paramucchi (Ferrara Tua): ci scusiamo con i cittadini, ma senza l’erbicida non sappiamo come fare
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Primo weekend, di fatto, della commemorazione dei defunti con parcheggi supplementari tipo piazza Ariostea ancora poco utilizzati, zig zag tra i cantieri della Certosa e proteste ormai abituali per le erbacce nei cimiteri. Non si tratta di percezioni soggettive, la “guerra” alle erbacce tra lapidi e vialetti è diventata impari: «Ci scusiamo con i cittadini, in effetti stiamo trovando più difficoltà rispetto agli anni scorsi - ammette Paolo Paramucchi, amministratore di Ferrara Servizi, all’interno della quale è stata inglobata l’ex Amsefc - Il problema è rappresentato dai divieti introdotti nell’utilizzo del glifosate, l’erbicida utilizzato anche nei cimiteri, sia pure in quantità limitate: non esiste sul mercato un’alternativa altrettanto efficace, abbiamo provato diversi prodotti ma senza grandi risultati. Stiamo cercando una soluzione, paradossalmente sarebbe più facile tenere tutto a prato, ma la presenza di ghiaia rende complicato intervenire». Per ora gli utenti che si trovino... in mezzo ai rovi, insomma, devono provvedere di propria iniziativa e a mano.
Potrebbe essere l’ultima commemorazione dei defunti alla presenza della società pubblica Amsef. In settimana, infatti, la holding chiuderà la fase istruttoria della procedura per il bando di vendita del 51% dell’azienda delle onoranze funebri. I tre consulenti interpellati dovranno sciogliere il nodo del valore dell’azienda e delle caratteristiche del bando, che sarà europeo, ma non si sentiranno chidere valutazioni legali sulla possibilità o meno di aggirare la legge Madia, che impone la vendita di società pubbliche come questa. Le resistenze all’interno della maggioranza cominciano a farsi sentire, c’è chi suggerisce di attendere l’esito d’interpretazioni alternative, tipo Imola.
Potrebbe essere l’ultima commemorazione dei defunti alla presenza della società pubblica Amsef. In settimana, infatti, la holding chiuderà la fase istruttoria della procedura per il bando di vendita del 51% dell’azienda delle onoranze funebri. I tre consulenti interpellati dovranno sciogliere il nodo del valore dell’azienda e delle caratteristiche del bando, che sarà europeo, ma non si sentiranno chidere valutazioni legali sulla possibilità o meno di aggirare la legge Madia, che impone la vendita di società pubbliche come questa. Le resistenze all’interno della maggioranza cominciano a farsi sentire, c’è chi suggerisce di attendere l’esito d’interpretazioni alternative, tipo Imola.
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