Po ai minimi, allarme nei campi di Ferrara
Ieri il livello più basso da lustri in questo periodo. Coldiretti: vecchie cave come bacini per la pioggia
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FERRARA. Secca da record per il Po, che ieri offriva ai ciclisti della domenica e alle famiglie a passeggio sulle sponde uno spettacolo piuttosto desolante per la stagione. Piloni scoperti e ampie spiagge litoranee a ridosso di Pontelagoscuro incorniciano i dati dell’idrometro ferrarese, i più negativi degli ultimi tre lustri: -5,88 nel pomeriggio, a scendere, è il livello più basso per questo periodo almeno dal 2000, anche se ci sono almeno un altro paio d’anni (2003 e 2008) con numeri non troppo dissimili. L’anomalia in assoluto si registrò a metà ottobre del 2000, quando una piena fuori stagione costrinse ad alzare il ponte stradale in una notte. Sta di fatto che questa secca autunnale segue la crisi del luglio scorso, entrambe figlie della perdurante siccità appena mitigata da 24 ore di pioggia di dieci giorni fa, e innesca nuovamente l’allarme degli agricoltori. Sfasamenti stagionali continui, evidenzia in particolare la Coldiretti, che possono essere fatali per l’andamento dei raccolti. «È vero che il poco di pioggia caduta nei giorni scorsi e la nebbia mattutina hanno contribuito a conservare un minimo di umidità nei campi - sottolinea Mauro Tonello, presidente regionale Coldiretti - ma con terreni comunque così asciutti nemmeno gelate importanti preparano il terreno a buone semine».
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Tonello ne approfitta per lanciare un appello: «Non è possibile che un Paese ad alta piovosità intermittente come il nostro non riesca a predisporre un serio piano di trattenimento dell’acqua piovana, che scende sempre più concentrata in pochi periodi durante l’anno. Non penso solo a vasche di laminazione ma anche a vecchie cave abbandonate, che ad esempio nel nostro territorio, lungo l’asta del Po, non mancano di certo». In questa maniera, sottolineano gli agricoltori, si eviterebbero i danni idrogeologici delle piogge torrenziali, facendo nel contempo scorta di acqua per i periodi di siccità. Serve però programmazione, «non si può sempre rinviare tutto al post-emergenza. Un’altra contromisura - è sempre l’esponente Coldiretti a parlare - è di rivalutare il ruolo delle risaie: non è vero che sprechino acqua, anzi, svolgono un importante ruolo nel mantenere l’umidità nei terreni e l’evaporazione da questi bacini innesca sempre un po’ di piovosità supplementare». Una “dritta” importante in vista delle scelte colturali.
Stefano Ciervo
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