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Giro di vite anti furbetti: card anche per le ramaglie

Giro di vite anti furbetti: card anche per le ramaglie

Il direttore Hera risponde a Clara e indica le azioni per limitare i sacchi fuori posto «Gestire i problemi di Ferrara è ben più complesso che operare nei piccoli centri»

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FERRARA. Le dichiarazioni con cui il presidente di Clara, Gian Paolo Barbieri metteva a fuoco alcune criticità del sistema a calotte invitando la città a ragionare su quelli che debbano essere gli obiettivi di una buona differenziata (se fare volumi o puntare all’effettivo recupero delle materie prime) hanno provocato la reazione piccata del direttore generale operations del gruppo Hera, Roberto Barilli. Che dice di voler soprassedere “per eleganza” sull’opportunità di quella che definisce la “lezione” di Clara, ma annota alcune considerazioni sulla tecnologia che si sta implementando a Ferrara, il riscontro delle famiglie e i costi di gestione. E dà ufficialità ad una notizia: anche i cassonetti per le ramaglie, e poi gli altri contenitori stradali della differenziata, saranno chiusi con il congegno della carta Smeraldo, per limitarne gli abusi.

«La scelta del sistema di raccolta a IEB (Isole Ecologiche di Base) con misurazione del rifiuto indifferenziato tramite calotta elettronica, non è stata fatta da “Aziende come Hera che hanno un’impiantistica importante e debbono alimentarla” ma è stata decisa dall’Amministrazione Comunale, così come in molti altri comuni anche fuori dall’Emilia Romagna», dice Barilli. Che prosegue sulla china del confronto: «Certo, gestire le problematiche dei servizi ambientali di una città capoluogo di provincia come Ferrara è decisamente più complesso rispetto alle piccole comunità di pianura: in molte decine di simili comuni anche Hera gestisce con maggiore semplicità, sia con il “porta a porta” che con le calotte, e risultati di raccolta differenziata in percentuale ben superiori al 70%. Riteniamo però che, con ulteriori sforzi di informazione e la prevista adozione di cassonetti per le ramaglie e altre frazioni differenziate ad accesso controllato, anche i cittadini di Ferrara si mostreranno altrettanto virtuosi».

L’ultima considerazione riguarda l’aspetto dei costi. «È bene ricordare che il costo per abitante servito nel Comune di Ferrara è pari a 190 euro/abitante mentre quello medio applicato nei comuni serviti da Clara risulta di 224 euro/abitante, quasi il venti percento in più, come risulta dai dati ufficiali di Atersir ( Pef deliberati 2017, al netto del Carc, servizio di accertamento e riscossione)».
 

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