La Nuova Ferrara

Ferrara

L’ecosistema “annega” nella spazzatura

Classifica Legambiente: troppo alta la produzione pro-capite, male anche l’aria. Ciclabili e solare ok 

3 MINUTI DI LETTURA





Ferrara conferma sostanzialmente la propria posizione nell’ambito del rapporto di Legambiente “Ecosistema Urbano”, che mette in fila 104 comuni capoluogo di provincia sulla base di 16 parametri, aggiornati con dati in massima parte del 2016, relativi a cinque macro-aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità ed energia. L’indagine è stata pubblicata sul Sole24Ore di ieri. La nostra città si piazza 28esima in classifica (dodici mesi fa figurava al 27° posto) grazie a un indice complessivo del 57,19% (fare 100 significherebbe essere una realtà totalmente ecosostenibile, ipotesi peraltro utopica). In una graduatoria guidata da Mantova, Trento e Bolzano, e in generale da piccoli e medi centri del nord, tre città emiliano-romagnole fanno meglio di noi: Parma occupa il 4° posto, Reggio Emilia il 14° e Bologna ci scavalca al 22°, salendo addirittura 34 gradini. A penalizzarci è qualche indicatore in particolare, a partire da quelli molto dibattuti in questi giorni, che riguardano i rifiuti. Siamo infatti 98esimi per produzione totale di rifiuti, con 718 chilogrammi pro-capite all’anno, il che rende l’obiettivo del 70% di differenziata ancor più difficile. «Al di là dei dati, che a noi risultano più bassi, sappiamo di dover migliorare e l’operazione di questi mesi serve a questo» commenta l’assessore Caterina Ferri, che ieri ha fatto una breve apparizione tv a Mi Manda Raitre.

Anche con l’aria non andiamo bene. Circa la concentrazione di polveri sottili confermiamo uno sconsolante 66° posto, lo stesso della classifica dell’ozono, anche se qui perdiamo cinque posizioni. C’è da dire però che nel 2016, rispetto all’anno precedente, migliorano in termini assoluti tutti i dati: i giorni di superamento della soglia ozono diminuiscono da 53 a 43, la media dei valori delle centraline che rilevano le Pm10 cala da 31,5 a 27,8 microgrammi per metro cubo d’aria. Stessa tendenza in quanto a emissioni di biossido d’azoto: Ferrara è a metà graduatoria (50esima), slitta in basso di sei posizioni pure se i valori rilevati scendono da 30 a 28,2. Bene il 19° posto per potenza di energia solare installata sugli edifici pubblici, mentre è migliorabile il 30° per il verde pubblico (presenza di alberi in area urbana: è un indicatore al debutto nella ventiquattresima edizione del rapporto).

Venendo al capitolo acqua, occhio alla dispersione della rete idrica; qui guadagniamo tre posti (dal 66° al 63° posto), ma il 38,7% di differenza tra acqua immessa e consumata per usi civili, industriali e agricoli è ancora troppo. Siamo diventati più “risparmiosi” e la notizia è incoraggiante: i 145,7 litri d’acqua al giorno che ogni ferrarese consuma per utilizzo domestico ci valgono il 45° posto, e sono meno dei 151,1 dell’anno precedente quando eravamo 57esimi.

Un’ultima scorsa a tutto quanto è mobilità. Bene la disponibilità di piste ciclabili (9° posto assoluto, due sotto nel giro di dodici mesi perché gli altri ci sorpassano arrivando da dietro e recuperando la differenza), meno quella di superficie stradale pedonalizzata (0,33 metri quadrati per abitante, che significano un 37° posto). L’uso dei mezzi collettivi è ancora zoppicante: siamo 20esimi, nell’ambito delle sole città a media dimensione, per domanda di trasporto pubblico e d’altronde la nostra resta una città dove la pressione delle vetture private è forte: sono 64 quelle circolanti ogni cento abitanti (59° posto). Preoccupa infine l’incidentalità stradale: i dati Aci-Istat parlano di 5,51 persone che hanno riportato lesioni ogni mille abitanti nel territorio comunale, per un 50esimo posto complessivo.

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google