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il caso

Le calotte vanno in tilt: «Assediati dal pattume»

di Gioele Caccia
Ramaglie in viale Leopardi-piazzale Manzoni
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Ramaglie in viale Leopardi-piazzale Manzoni

Ferrara. Cassonetti in “standby” nelle vie della città. I residenti: finiremo come Napoli

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FERRARA. Ai tifosi del Genoa, giunti in massa a sostenere la propria squadra, e ai turisti in visita a Ferrara, la città Patrimonio dell’Umanità ha offerto domenica scorsa (29 ottobre) uno spettacolo indecoroso e desolante. Chi si è spinto un po’ fuori dalle piazze più centrali dell’abitato estense, infatti, si è imbattuto in scenari tipici di altri luoghi, da sempre alle prese con la cronica incapacità di rimuovere, in tempi accettabili, la montagna di spazzatura che ogni giorno imprese e famiglie consegnano ai responsabili dello smaltimento.

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Qualcosa è andato in tilt nell’organizzazione post-calotte della raccolta dei rifiuti da parte di Hera, in particolare nell’entromura che si estende dalla zona dei licei (viale Leopardi e limitrofe) fino ai corsi Porta Po e Biagio Rossetti, dove ieri ma anche sabato e domenica e forse venerdì, le carte smeraldo consegnate all’utenza per aprire i cassonetti dell’indifferenziata non funzionavano. Il messaggio di standby che compariva sul display ha costretto decine di residenti a tornare a casa con i sacchetti non conferiti o a percorrere centinaia di metri alla ricerca disperata di un bidone tecnologico che si aprisse. Questa la situazione verificata “sul campo” ieri mattina (30 ottobre).

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In via Arianuova-angolo via Pavone, il cassonetto dell’indifferenziata si apriva ma i contenitori di carta e plastica erano strapieni. «Se con l’introduzione delle calotte aumenta la raccolta differenziata Hera deve aumentare i passaggi, altrimenti finisce tutto in strada», commentavano i titolari della ferramenta. Lo stesso risultato che si ottiene se la calotta va in tilt. In corso Biagio Rossetti, nei pressi della “Casa del Bambino”, sul marciapiede erano ammucchiati 12 involucri della spazzatura e almeno una decina di grossi sacchi neri riempiti con ramaglie (il cassonetto specifico traboccava).

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In piazzale Manzoni-via Leopardi stessa scena con sacchi abbandonati a terra e calotta “sorda”. In tanti hanno usato il bidone del verde per scaricare l’indifferenziata. Pattume a go-go anche nella vicina via Parini, dove l’isola “ecologica” di ecologico non aveva nulla: anche qui calotta in standby, come in altre due isole di via Leopardi, tra cui la piattaforma accanto al Liceo “Roiti”. Non andava meglio davanti all’ex “Monti”, in via Santa Maria degli Angeli, dove sul cassonetto compariva la scritta standby. In via Azzo Novello, di fronte all’ingresso del “Bachelet”, un cerchio di sacchi neri assediava una inerme calotta, in questo caso funzionante: use card. In via Ariosto, Alex, del ristorante Svinadora, raccontava: «Ci hanno tolto dal cortile i bidoni del vetro così siamo costretti a portare i vuoti in via Strozzi e riempiamo i cassonetti in pochissimo tempo».

Anna Feletti, in corso Porta Mare, davanti a Parco Massari precisava: «Qui la calotta non va da giovedì o venerdì, come in via Boccaccio, dove abita mio fratello». Indifferenziata fuori uso anche attorno a piazza Ariostea, zona San Vincenzo (15 sacchi a terra alle 13). Davanti all’edicola l’odore di marcio era nauseante e sul contenitore dell’organico campeggiavano 9 sacchetti ripieni di cibo posati l’uno sull’altro come un castello di carte. Maurizio Franchini, un residente, confermava che «molte calotte non funzionano in Biagio Rossetti, Porta Po e in via Cosmè Tura, ma anche in via Renata di Francia. Finiremo come Napoli».

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E una signora irritata aggiungeva: «Se qui la calotta resta chiusa devo cercarne un’altra e lasciare mio padre da solo a casa per andare in giro, magari a vuoto». In corso Porta Po-via Boiardo la carta smeraldo va ma chi conferisce ha lasciato 3 sacchi di rusco e un’altra dozzina con residui di alimenti; poco oltre, davanti alla Despar, i sacchi di spazzatura ieri erano una ventina e anche qui compariva una sorta di “santino da montagna” eretto con i sacchetti del cibo posati a strati sul bidone dell’organico. I disguidi e la disorganizzazione del servizio gestito da Hera, quindi, in questi giorni sono evidenti ma anche una parte dell’utenza ha le sue responsabilità.

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Chi non ha pazienza e senso civico deposita infatti il sacchetto a terra o nel contenitore delle ramaglie, usato come un cassonetto dell’indifferenziata nonostante la calotta funzioni. Ieri è successo, fra l’altro, in viale IV Novembre/corso Piave e in viale Cavour/Barriere.

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In un caso il dialogo del cronista con un residente molto “sbrigativo” ha assunto un taglio surreale, come è avvenuto a fine mattinata in via Strozzi, a poca distanza da corso Porta Po. «Scusi ha la tessera per usare il cassonetto con la calotta?» «No, le calotte si aprono senza tessera» «Sul display c’è scritto che serve la carta smeraldo» «Bè, io non ce l’ho» «Quindi?» «Guardi, lì c’è un cassonetto dell’indifferenziata» «No, quello è il cassonetto delle ramaglie ma ci hanno messo anche l’indifferenziata, non si può» «Ma cosa dice? Dentro c’è di tutto: questo va bene».


 

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