Processo Carife, Bper non dovrà risarcire
di Alessandra Mura
Respinta dal giudice la citazione della banca modenese come Responsabile civile Chiamate in causa CariCesena, Valsabbina e la società di revisione Deloitte
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Gli errori di Carife non devono ricadere su Bper. È stata respinta la richiesta, avanzata da alcuni legali dei risparmiatori azzerati, di citare la banca modenese subentrata a Nuova Carife come Responsabile civile e chiamarla a risarcire gli azionisti danneggiati dall’aumento di capitale.
Nella sua ordinanza, letta ieri nel corso dell’udienza preliminare del processo Carife, il gup Tassoni ha chiarito che non ci sono i presupposti per sostenere una continuità di responsabilità tra gli istituti di credito, e dunque Bper, che ha acquistato Nuova Carife, non è tenuta a risarcire coloro che sono stati danneggiati da altri soggetti, perché non può farsi carico di responsabilità penali che non le sono contestate. A risponderne avrebbe dovuto essere chiamata Vecchia Carife, se ancora esistesse, mentre Nuova Carife, in quanto società-ponte nata senza crediti allo scopo di traghettare l’operazione di compravendita, a sua volta non ha i “requisiti” per essere citata come Responsabile Civile.
A essere chiamati in causa, al contrario, devono essere gli altri due “vertici”, insieme a Vecchia Carife, secondo l’accusa avrebbero realizzato la triangolazione tra azioni per l’aumento di capitale ritenuto fittizio e finito nel mirino del pm Stefano Longhi: dunque CariCesena e banca Valsabbina, che il giudice, nella sua ordinanza, include come Responsabili Civili. A queste si aggiunge la società di revisione Deloitte & Touche che conta tra gli imputati un suo dirigente. Ma secondo alcuni difensori, tra cui l’avvocato Stefano Forlani, all’appello mancano altri soggetti che dovrebbero essere chiamati a risarcire gli azzerati; si tratta di Bankitalia e Consob: la prima «per aver avallato, anzi imposto, un aumento di capitale in una situazione ormai drammatica»; la seconda perché «avrebbe dovuto eseguire maggiori verifiche sul reale stato della banca. Per questo al dibattimento chiederemo che vengano citate come Responsabili Civili».
Consob e Bankitalia in realtà sono state ammesse dal giudice tra le parti civili, ovvero tra la nutrita schiera di coloro che possono ritenersi danneggiati dai reati (dal falso in prospetto, all’aggiotaggio, alla bancarotta) di cui sono accusati i 12 imputati. Così come è stata inclusa tra i danneggiati - per alcuni capi di imputazione - la stessa banca Valsabbina, che all’interno del medesimo processo ricoprirà il triplice ruolo (su fronti opposti) di parte civile (come vittima di false informazioni fornite da Carife), ma anche di responsabile civile e di imputata, attraverso i suoi dirigenti Ezio Soardi e Spartaco Gafforini accusati di reati legati allo scambio di azioni. Per lo stesso motivo la procura ha chiesto di processare Germano Lucchi e Maurizio Teodorani di Caricesena, Paolo Govoni di Carife Sei e Teodorico Nanni della Banca credito di Romagna, società usate per lo scambio di azioni. Imputati con l’accusa di aver redatto gli atti dei prospetti falsi sono infine per Vecchia Carife l’ex presidente Sergio Lenzi e l’ex direttore generale Daniele Forin.
Molto numerose le parti civili, un esercito di 1.200 persone che annovera i risparmiatori coinvolti nell’aumento di capitale del 2011, ma che potrebbe includere in fase di dibattimento anche obbligazionisti e azionisti che avevano acquistato i titoli in anni diversi dal 2011.
Nella sua ordinanza, letta ieri nel corso dell’udienza preliminare del processo Carife, il gup Tassoni ha chiarito che non ci sono i presupposti per sostenere una continuità di responsabilità tra gli istituti di credito, e dunque Bper, che ha acquistato Nuova Carife, non è tenuta a risarcire coloro che sono stati danneggiati da altri soggetti, perché non può farsi carico di responsabilità penali che non le sono contestate. A risponderne avrebbe dovuto essere chiamata Vecchia Carife, se ancora esistesse, mentre Nuova Carife, in quanto società-ponte nata senza crediti allo scopo di traghettare l’operazione di compravendita, a sua volta non ha i “requisiti” per essere citata come Responsabile Civile.
A essere chiamati in causa, al contrario, devono essere gli altri due “vertici”, insieme a Vecchia Carife, secondo l’accusa avrebbero realizzato la triangolazione tra azioni per l’aumento di capitale ritenuto fittizio e finito nel mirino del pm Stefano Longhi: dunque CariCesena e banca Valsabbina, che il giudice, nella sua ordinanza, include come Responsabili Civili. A queste si aggiunge la società di revisione Deloitte & Touche che conta tra gli imputati un suo dirigente. Ma secondo alcuni difensori, tra cui l’avvocato Stefano Forlani, all’appello mancano altri soggetti che dovrebbero essere chiamati a risarcire gli azzerati; si tratta di Bankitalia e Consob: la prima «per aver avallato, anzi imposto, un aumento di capitale in una situazione ormai drammatica»; la seconda perché «avrebbe dovuto eseguire maggiori verifiche sul reale stato della banca. Per questo al dibattimento chiederemo che vengano citate come Responsabili Civili».
Consob e Bankitalia in realtà sono state ammesse dal giudice tra le parti civili, ovvero tra la nutrita schiera di coloro che possono ritenersi danneggiati dai reati (dal falso in prospetto, all’aggiotaggio, alla bancarotta) di cui sono accusati i 12 imputati. Così come è stata inclusa tra i danneggiati - per alcuni capi di imputazione - la stessa banca Valsabbina, che all’interno del medesimo processo ricoprirà il triplice ruolo (su fronti opposti) di parte civile (come vittima di false informazioni fornite da Carife), ma anche di responsabile civile e di imputata, attraverso i suoi dirigenti Ezio Soardi e Spartaco Gafforini accusati di reati legati allo scambio di azioni. Per lo stesso motivo la procura ha chiesto di processare Germano Lucchi e Maurizio Teodorani di Caricesena, Paolo Govoni di Carife Sei e Teodorico Nanni della Banca credito di Romagna, società usate per lo scambio di azioni. Imputati con l’accusa di aver redatto gli atti dei prospetti falsi sono infine per Vecchia Carife l’ex presidente Sergio Lenzi e l’ex direttore generale Daniele Forin.
Molto numerose le parti civili, un esercito di 1.200 persone che annovera i risparmiatori coinvolti nell’aumento di capitale del 2011, ma che potrebbe includere in fase di dibattimento anche obbligazionisti e azionisti che avevano acquistato i titoli in anni diversi dal 2011.
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