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a margine del convegno ascom spuntano “curiosi” whatsapp ai commessi 

Videosorveglianza in negozio, dipendenti da tutelare

Il tema della videosorveglianza nell’ambiente lavorativo è molto delicato ma va affrontato secondo la giusta lettura dell’art. 4 della legge 300, perché riguarda i diritti ed i doveri del datore di...

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Il tema della videosorveglianza nell’ambiente lavorativo è molto delicato ma va affrontato secondo la giusta lettura dell’art. 4 della legge 300, perché riguarda i diritti ed i doveri del datore di lavoro e dei dipendenti, il controllo della produzione, la sicurezza degli impianti, la salute e la dignità dei dipendenti. Per fare chiarezza la Fondazione D’Antona ha organizzato un incontro che si è tenuto ieri alla Camera di Commercio, aperto dal direttore Ascom Davide Urban e dal segretario camerale Mauro Giannattasio che ha annunciato un intervento organico per un percorso più favorevole alle imprese. «Di videosorveglianza si iniziò a parlare già nel 1970, quando era assolutamente vietata, ma erano altri tempi - ha ricordato Fabrizio Di Lalla presidente Fondazione D’Antona onlus - Oggi si parte dal presupposto che deve cautelare sia il datore di lavoro che il dipendente; se non si dovesse arrivare ad un accordo, allora c’è l’Ispettorato del lavoro che deciderà in tempi brevi, valutando la necessità dell’autorizzazione». Giulio Felloni, vice presidente Camera di Commercio e presidente Ascom, ha chiarito gli obiettivi: fare sinergia fra imprenditori, Ispettorato ed Ascom per avere una visione chiara di come procedere per installare i sistemi. «Una telecamera posizionata in modo illegittimo - ha concluso - può seriamente mettere nei guai l’imprenditore. Il Comune ha tra l’altro emesso un bando di 50mila euro per sostenere le spese dell’installazione degli impianti». Il presidente provinciale e regionale della Fipe Confcommercio, che a livello locale raggruppa almeno 700 attività, Matteo Musacci, ha ricordato l’importanza della videosorveglianza soprattutto in caso di rapine e furti: «Da gennaio abbiamo iniziato un percorso con le forze dell’ordine per la realizzazione di un vademecum per la sicurezza delle imprese commerciali, evitando il fai da te, che può essere pericoloso per tanti aspetti». Giorgio Zattoni in rappresentanza dei sindacati, ha messo alcuni paletti, «non bastano le firme dei dipendenti, serve un accordo sindacale. Non vanno inquadrati volti ma solo mani o postura». E spuntano whatsapp di commercianti sulla base di visioni video, che magari sollecitano i dipendenti a «darsi da fare».

Sono arrivati anche i contributi di Rosa Rubino responsabile procedimenti autorizzativi Itl Ferrara-Rovigo, Enrico Farinella del Comune di Ferrara e Maurizio Tedeschi capo Ispettorato Territoriale del Lavoro che ha tratto le conclusioni.

Margherita Goberti



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