a ferrara +0,9% in un anno
Ancora in crescita il parco automezzi
Nell’ultimo anno il parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per trasporto merci in Emilia Romagna è cresciuto dell’1%, passando da 333.131 a 336.302 unità, con un modesto contributo ferrarese....
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Nell’ultimo anno il parco circolante di autocarri leggeri e pesanti per trasporto merci in Emilia Romagna è cresciuto dell’1%, passando da 333.131 a 336.302 unità, con un modesto contributo ferrarese. La provincia che ha fatto registrare l’aumento maggiore è infatti Ravenna (+2,2%), seguita da Piacenza (+1,6%), Bologna e Parma (ex aequo con il +1,5%), Modena (+1,2%), Ferrara e Forlì-Cesena (alla pari con il +0,9%) e Rimini (+0,8%). L’unica provincia in cui vi è stato un calo è Reggio Emilia (-1,5%). Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile di Airp, l’associazioni italiana ricostruttori pneumatici, sulla base di dati Aci.
Nonostante la crescita del parco circolante degli autocarri leggeri e pesanti, sottolinea Airp, l’età media dei veicoli in circolazione resta piuttosto alta, con gravi conseguenze a livello di emissioni di sostanze inquinanti e sicurezza della circolazione, dal momento che i veicoli più datati non hanno disposizione le ultime novità tecnologiche in grado di aumentare la sicurezza e di attenuare l’impatto ambientale. Anche la verifica dello stato di usura e di gonfiaggio degli pneumatici, sottolinea l’associazione, è un’accorgimento che contribuisce a limitare le emissioni di anidride carbonica, attraverso la riduzione dei consumi, oltre che alla stabilità del veicolo.
Nonostante la crescita del parco circolante degli autocarri leggeri e pesanti, sottolinea Airp, l’età media dei veicoli in circolazione resta piuttosto alta, con gravi conseguenze a livello di emissioni di sostanze inquinanti e sicurezza della circolazione, dal momento che i veicoli più datati non hanno disposizione le ultime novità tecnologiche in grado di aumentare la sicurezza e di attenuare l’impatto ambientale. Anche la verifica dello stato di usura e di gonfiaggio degli pneumatici, sottolinea l’associazione, è un’accorgimento che contribuisce a limitare le emissioni di anidride carbonica, attraverso la riduzione dei consumi, oltre che alla stabilità del veicolo.
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