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«Ma Bper non deve pagare Non c’è rapporto con Carife»

«Ma Bper non deve pagare Non c’è rapporto con Carife»

I motivi sul non accoglimento dell’istituto modenese come responsabile civile E il processo al crac si sgonfia: in aula 11 azionisti. Il 5 dicembre il conto dei pm 

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Eppur si muove, lentamente come è ovvio per la procedura penale, l’udienza per il crac legato all’aumento di capitale di Vecchia Carife. Dopo l’udienza di lunedì scorso, con la decisione del giudice Piera Tassoni sull’accoglimento delle citazioni dei responsabili civili, l’udienza si avvia alle fasi finali. Alla prossima udienza del 29 novembre, verranno analizzate le posizioni di Banca Valsabbina, CariCesena e Deloitte & Touche, società di revisione, che sono state chiamate nel processo con il ruolo di responsabili civili, ossia che paghearanno i danni nel caso di condanne dei propri dipendenti o amministratori imputati per i vari reati legati al crac Vecchia Carife.

Poi dal 5 dicembre, l’udienza entrerà sempre più nel vivo: è prevista la lunga requisitoria dell’accusa - pm Stefano Longhi, affiancato da Patrizia Castaldini nel ruolo di procuratore reggente - che analizzerà i 2 anni e mezzo di indagini e i riscontri che hanno portato gli inquirenti (procura e Guardia di finanza) a chiedere il processo e attribuire responsabili a 12 imputati tra ex amministratori e dirigenti di Carife e delle banche vicine nell’operazione di aumento di capitale. Quindi, secondo il nuovo calendario stilato, dal 6 dicembre in poi, parleranno prima i legali di parte civile e quindi agli avvocati difensori: avranno diverse udienze a disposizione (6-13-14 e 19 dicembre) per illustrare le tesi difensive contro i rilievi dell’accusa. Dunque, tutto dovrebbe chiudersi entro l’ultima fissata, 19 dicembre. Particolare importante, la sede dell’udienza preliminare individuata nel Centro Quadrifoglio per capienza e far fronte all’afflusso di oltre un migliaio di azionisti danneggiati, resterà sicuramente la stesa di Pontelagoscuro anche se non vi è necessità: all’ultima udienza, in aula c’erano i risparmiatori presenti. Che attraverso i loro legali avevano chiesto al giudice di allargare le responsabilità, anche a BPer che ha acquisito nel tempo la Carife. Nella propria ordinanza il giudice Tassoni è assolutamente chiara: «non è da accogliere la richiesta di citazione di Bper - scrive il giudice - non essendovi presupposti per individuare in quest’ultimo ente il soggetto che - secondo le norme - dovrebbe rispondere dell’operato contestato agli imputati (ex amministratori Carife)». Il motivo? «Non esiste un rapporto di successione - analizza il giudice - tra Carife e BPer idoneo ad ascrivere a quest’ultimo ente una responsabilità civile per fatto illecito di legali rappresentanti e funzionari Carife ».

Daniele Predieri

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