Richiedente asilo muore mentre lavora nel frutteto
Il 31enne colto da malore: vano l’intervento dell’elisoccorso. Era ospite in una struttura a Medelana: i carabinieri indagano sul suo status
CORNACERVINA. Stava lavorando in campagna, nel frutteto di proprietà di un’azienda agricola, quando è stato colto da un infarto fulminante. È morto così, a soli 31 anni, un richiedente asilo di nazionalità nigeriana. L’episodio è avvenuto attorno alle 14 di ieri, all’interno di un frutteto in via Rabbiosa 3a Cornacervina, dove il 31enne nigeriano pare aiutasse da alcuni giorno. Ospitato della Cooperativa Camelot, l’uomo non risulterebbe nella nostra provincia (si trovava con altri otto richiedenti asilo in una struttura di Medelana nell’ambito del programma Cas) da tanto tempo. Sul suo status ed anche sulla sua presenza all’interno dell’azienda agricola stanno comunque indagando i carabinieri della Compagnia di Portomaggiore, che stanno già sentendo tutti i testimoni. Quando il 31enne ha accusato l’improvviso problema fisico, quasi certamente di natura cardiocircolatoria, i suoi compagni di lavoro hanno immediatamente chiamato il 118 mentre l’operatore al telefono dava loro le indicazioni per il massaggio cardiaco nel tentativo di salvarlo. Sul posto sono arrivate sia un’ambulanza dall’Ospedale di Cona che l’elisoccorso da quello di Ravenna ma - purtroppo - per il 31enne nigeriano c’è stato nulla da fare. All’interno dell’azienda agricola in via Rabbiosa (la strada che collega Cornacervina a Migliaro) sono arrivati anche i carabinieri della stazione di Migliarino ed il personale della Medicina legale, per tutti i controlli del caso.
Così Angela Alvisi, presidente Asp: «Abbiamo avuto la comunicazione direttamente da Camelot, che nulla sapeva dell’attività di questa persona. Proprio nei giorni scorsi avevamo effettuato un incontro del coordinamento degli enti per mettere l’accento sul problema del lavoro nero dei richiedenti asilo. In queste settimane di rallentamenti negli arrivi ci stiamo concentrando su questi aspetti, ma è chiaro che si fa fatica a controllare 1.200 persone. Il problema evidentemente riguarda anche le nostre campagne: bisognerà aumentare ulteriormente l’attenzione. Si deve lavorare anche con i richiedenti asilo, che spesso hanno pressante bisogno di soldi: abbiamo iniziato con incontri d’informazione e sensibilizzazione nelle strutture del capoluogo, ci allargheremo presto anche a quelle della provincia». (d.b.)
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