ASSEMBLEA A quartesana
«Turni extra per pulire le “isole”»
Ultimo incontro informativo. Domande sul futuro dell’inceneritore
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Lunedi alle 18, al campo sportivo di Quartesana, si è svolta l’ultima delle assemblee con le quali Hera ha spiegato il funzionamento del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti: 50 incontri che hanno avuto una media di 80/90 partecipanti a sera, con una affluenza maggiore nei paesi piuttosto che nel centro cittadino.
Alberto Robesti, educatore ambientale, e Sandro Berghi, responsabile servizi ambientali di Ferrara, hanno spiegato in tutti gli incontri che il 70 per cento della differenziata è l’obiettivo che la regione impone di raggiungere entro il 2020, illustrando il funzionamento del nuovo sistema a calotta e lasciando ampio spazio alle domande dei partecipanti.
Sarà il consiglio comunale che entro fine anno a stabilire tariffe e numero di conferimenti consentiti ad ogni utente senza costi extra in bolletta. Lo farà tenendo conto dei numeri dei conferimenti fatti dagli utenti a Pontelagoscuro (dove le calotte sono arrivate nel dicembre scorso) e in tutte le altre zone dotate del nuovo sistema. A questo punto tra il pubblico è sorta qualche obiezione sulla significatività statistica di questa stima. Berghi conferma che sono stati istituiti turni extra per i dipendenti Ageste e Brodolini, addetti a convogliare nei giusti contenitori i rifiuti abbandonati dagli utenti " indisciplinati". L’auspicato aumento della raccolta differenziata porterebbe a pensare che in futuro i rifiuti bruciati dal termovalorizzatore di via Diana siano destinati a scendere. Ma, come specificato dall’assessore Caterina Ferri, il bacino territoriale di utenza dell’inceneritore è passato da provinciale a regionale. È quindi al piano regionale che oggi si fa riferimento e che ha fissato tutte l le percentuali di raggiungimento della raccolta differenziata, dell’avvio a riciclo e della riduzione procapite dei rifiuti. Il termovalorizzatore è autorizzato a smaltire i rifiuti provenienti dalla regione rispettando il vincolo della prossimità, ossia prima i rifiuti di Ferrara, poi della provincia e infine della regione. L’assessore precisa che la qualità dell’aria, anche se si arrivasse allo spegnimento dell’inceneritore, non migliorerebbe in quanto dipende soprattuto «da riscaldamento e traffico».
Qualcuno però obietta che «l’inceneritore, pur essendo performante, in regola e costantemente monitorato, rispetta sì i limiti consentiti, inquinando forse non troppo, ma pur sempre inquinando». Le serate informative di Hera si sono concluse ma le domande degli utenti continueranno. L’augurio è che educazione, senso civico, responsabilità verso l’ambiente prevalgono sulla maleducazione che l’effetto calotta pare abbia ampliato in maniera esponenziale.
Cinzia Berveglieri
Alberto Robesti, educatore ambientale, e Sandro Berghi, responsabile servizi ambientali di Ferrara, hanno spiegato in tutti gli incontri che il 70 per cento della differenziata è l’obiettivo che la regione impone di raggiungere entro il 2020, illustrando il funzionamento del nuovo sistema a calotta e lasciando ampio spazio alle domande dei partecipanti.
Sarà il consiglio comunale che entro fine anno a stabilire tariffe e numero di conferimenti consentiti ad ogni utente senza costi extra in bolletta. Lo farà tenendo conto dei numeri dei conferimenti fatti dagli utenti a Pontelagoscuro (dove le calotte sono arrivate nel dicembre scorso) e in tutte le altre zone dotate del nuovo sistema. A questo punto tra il pubblico è sorta qualche obiezione sulla significatività statistica di questa stima. Berghi conferma che sono stati istituiti turni extra per i dipendenti Ageste e Brodolini, addetti a convogliare nei giusti contenitori i rifiuti abbandonati dagli utenti " indisciplinati". L’auspicato aumento della raccolta differenziata porterebbe a pensare che in futuro i rifiuti bruciati dal termovalorizzatore di via Diana siano destinati a scendere. Ma, come specificato dall’assessore Caterina Ferri, il bacino territoriale di utenza dell’inceneritore è passato da provinciale a regionale. È quindi al piano regionale che oggi si fa riferimento e che ha fissato tutte l le percentuali di raggiungimento della raccolta differenziata, dell’avvio a riciclo e della riduzione procapite dei rifiuti. Il termovalorizzatore è autorizzato a smaltire i rifiuti provenienti dalla regione rispettando il vincolo della prossimità, ossia prima i rifiuti di Ferrara, poi della provincia e infine della regione. L’assessore precisa che la qualità dell’aria, anche se si arrivasse allo spegnimento dell’inceneritore, non migliorerebbe in quanto dipende soprattuto «da riscaldamento e traffico».
Qualcuno però obietta che «l’inceneritore, pur essendo performante, in regola e costantemente monitorato, rispetta sì i limiti consentiti, inquinando forse non troppo, ma pur sempre inquinando». Le serate informative di Hera si sono concluse ma le domande degli utenti continueranno. L’augurio è che educazione, senso civico, responsabilità verso l’ambiente prevalgono sulla maleducazione che l’effetto calotta pare abbia ampliato in maniera esponenziale.
Cinzia Berveglieri
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