Casa Bottazzi sarà simbolo dell’autonomia dei disabili
Bondeno, via alla realizzazione di appartamenti protetti al primo piano L’assessore Coletti: «Una soluzione attesa». Lavori dalla prossima primavera
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BONDENO. Il 2018 sarà l’anno dell’atteso completamento del progetto di recupero di Casa Bottazzi, che era stato avviato dieci anni fa. Permettendo di realizzare al primo piano dello storico edificio che è stato sede della Casa protetta, la Comunità alloggio. L’atto finale è stato sancito dal consiglio comunale che, nell’ultima seduta, ha approvato la delibera che modifica l’accordo di programma nell’ambito dei “contratti di quartiere”, consentendo l’uso dei fondi residui che ha liberato la Regione: 256mila euro in due anni, che si sommano alle risorse investite da Stato e Comune, per uno stanziamento finale di 1 milione e 400mila euro.
Comprensibilmente soddisfatto l’assessore Cristina Coletti, che ha la delega alle politiche sociali, visto che il progetto consentirà di trovare soluzione anche nell’ambito del progetto “Dopo di noi”, offrendo soluzioni abitative per persone fragili e diversamente abili. «Con la delibera del consiglio - spiega Coletti - andiamo a concludere un intervento che negli anni, visto anche il terremoto del 2012, ha dovuto subire alcuni aggiustamenti, in particolare per quello che concerne il consolidamento del palazzo. Con conseguente necessità di risorse economiche». La sistemazione del piano terra, già avvenuta in questi anni, ha permesso di dare una sede al centro Airone e ora con i fondi a disposizione si provvederà a sistemare il primo piano, «anche se resta escluso il recupero del secondo piano, ma spero che in futuro possa essere affrontato anche quest’ultimo intervento». Negli spazi del primo piano di Casa Bottazzi saranno realizzati cinque appartamenti, «due di ampie dimensioni, in grado di ospitare ciascuno sei persone (un appartamento per le donne e uno per gli uomini) e altri tre - ricorda Coletti - di dimensioni tali da ospitare ciascuno due persone. Ed è stato davvero importante il lavoro dei consiglieri regionali Fabbri, Zappaterra e Calvano nel collegamento tra il Comune e la Regione». A lavori ultimati (l’inizio è previsto nella primavera 2018) «questa nuova sistemazione consentirà, spiega l’assessore, di liberare gli appartamenti di via Fermi, che peraltro il Comune ha posto in vendita».
I gruppi appartamento realizzati a Casa Bottazzi, daranno un domicilio in un ambiente protetto, a bassa intensità assistenziale, «che sia funzionale ad un progetto di vita il più possibile indipendente», tra l’altro la nuova struttura potrà essere in qualche modo collegata al Centro diurno dal piano terra, con una possibile e auspicabile integrazione tra i due diversi servizi. (al.vin)
Comprensibilmente soddisfatto l’assessore Cristina Coletti, che ha la delega alle politiche sociali, visto che il progetto consentirà di trovare soluzione anche nell’ambito del progetto “Dopo di noi”, offrendo soluzioni abitative per persone fragili e diversamente abili. «Con la delibera del consiglio - spiega Coletti - andiamo a concludere un intervento che negli anni, visto anche il terremoto del 2012, ha dovuto subire alcuni aggiustamenti, in particolare per quello che concerne il consolidamento del palazzo. Con conseguente necessità di risorse economiche». La sistemazione del piano terra, già avvenuta in questi anni, ha permesso di dare una sede al centro Airone e ora con i fondi a disposizione si provvederà a sistemare il primo piano, «anche se resta escluso il recupero del secondo piano, ma spero che in futuro possa essere affrontato anche quest’ultimo intervento». Negli spazi del primo piano di Casa Bottazzi saranno realizzati cinque appartamenti, «due di ampie dimensioni, in grado di ospitare ciascuno sei persone (un appartamento per le donne e uno per gli uomini) e altri tre - ricorda Coletti - di dimensioni tali da ospitare ciascuno due persone. Ed è stato davvero importante il lavoro dei consiglieri regionali Fabbri, Zappaterra e Calvano nel collegamento tra il Comune e la Regione». A lavori ultimati (l’inizio è previsto nella primavera 2018) «questa nuova sistemazione consentirà, spiega l’assessore, di liberare gli appartamenti di via Fermi, che peraltro il Comune ha posto in vendita».
I gruppi appartamento realizzati a Casa Bottazzi, daranno un domicilio in un ambiente protetto, a bassa intensità assistenziale, «che sia funzionale ad un progetto di vita il più possibile indipendente», tra l’altro la nuova struttura potrà essere in qualche modo collegata al Centro diurno dal piano terra, con una possibile e auspicabile integrazione tra i due diversi servizi. (al.vin)
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