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Alessandro Colombani, massacrato davanti casa  

«È una vittoria per noi vittime Ringraziamo questi giudici»

«È una vittoria per noi vittime Ringraziamo questi giudici»

«E’ una vittoria, sì questa è una vittoria non solo per me, unica vittima qui al processo, perchè mi sento di rappresentare anche le altre vittime che non possono esserci qui»: Alessandro Colombani...

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«E’ una vittoria, sì questa è una vittoria non solo per me, unica vittima qui al processo, perchè mi sento di rappresentare anche le altre vittime che non possono esserci qui»: Alessandro Colombani ha sempre detto in questi anni che «volendo andar fino in fondo». Ha avuto dal giudice una provvisionale di 50mila euro: «So che non li avrò mai, ma moralmente li ho in tasca. Non mi aspettavo che il giudice arrivasse a rappoddiare la pena, e lo stesso mio legale Cristian Corvini che ringrazio mi dice che è un processo straordinario anche per questo». Lo è aggiunge Colombani perchè «noi vittime dobbiamo ringraziare questi magistrati. Per me questa di oggi è la Giustizia». In aula, ieri, gli ha dato fastidio che Pajdek lo chiamasse «signore»: «non accetto questa normalità da persone che potevano farmi fare la fine del povero Tartari che mi hanno rubato una tranquillità interiore che non riesco più ad avere». Colombani fu il primo ad essere rapinato e aggredito: poi toccò ad Emma Santi, una anziana di 92 anni che venne legata a letto per quasi tre giorni: morì un anno dopo per lo choc che aveva avuto, ha sempre ricordato il figlio che la salvò trovandola bloccata a letto. Poi quell’estate, l’assalto nella «rapina della scala»: entrarono nella casa a Coronella, e rapinarono Cristina e Giulio Bertelli, figlia e padre, sequestrati per 5 ore, portando via alimentari, vestiti, un’auto e pochi preziosi. I difensori dei due imputati hanno già anticipato ricorso in appello contro la sentenza del giudice Piera Tassoni.

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