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Ferrara

l’identificazione di Igor e le indagini prima dell’omicidio verri 

I carabinieri: «Tutte le autorità sono state informate»

I carabinieri: «Tutte le autorità sono state informate»

Gli atti compaiono nell’indagine sull’esposto dei familiari di Davide Verri, che chiedono conto della sua morte che «poteva essere evitata se non fosse stato mandato allo sbaraglio». Come? Dando l’all...

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Gli atti compaiono nell’indagine sull’esposto dei familiari di Davide Verri, che chiedono conto della sua morte che «poteva essere evitata se non fosse stato mandato allo sbaraglio». Come? Dando l’allarme della presenza di Igor/Norbert nel Mezzano e bloccare i controlli della Polizia provinciale. Questo è lo sfondo, di una vicenda che ora vede il comando provinciale dei Carabinieri di Ferrara intervenire sulla notizia di un'informativa inviata dalla Polizia alla Procura, in cui comunicava di essere stata informata dall'Arma dei delitti commessi tra Ferrarese e Bolognese e delle indagini che li collegavano a Vaclavic-Feher solo il 10 aprile, cioè due giorni dopo l’omicidio di Verri. «Le attività condotte per la ricerca del latitante Norbert Feher - spiega il Comando carabinieri - sono state costantemente condivise in tutte le sedi istituzionali con autorità locali (Prefetto e Questore), con informazioni e aggiornamenti, in un quadro di assoluta correttezza istituzionale e reciprocità informativa, nel rispetto della legge». Fin dalla rapina alla Guardia giurata a Consandolo del 30 marzo 2017, quando gli investigatori del Comando Carabinieri di Ferrara diedero il via alle indagini, informazioni vennero «puntualmente riferite alla procura, per poi proseguire nelle giornate successive, coi colleghi di Bologna, a seguito dell’omicidio di Budrio secondo le direttive dell’autorità giudiziaria». E di Igor? «Si sono acquisiti elementi sulla sua possibile presenza nelle Valli del Mezzano solo dopo i fatti delittuosi del tragico 8 aprile 2017. Nessun dato investigativo, fino ad allora, faceva presagire la sua responsabilità penale per gli episodi delittuosi del 30 marzo e del 1° aprile, né la sua presenza nella zona».



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