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la disgrazia

Muore a 19 anni cadendo dalle scale

Chiara Zecchin, 19 anni, e lo zio monsignor Michele, parroco a Ferrara
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Chiara Zecchin, 19 anni, e lo zio monsignor Michele, parroco a Ferrara

La vittima è Chiara Zecchin, la nipote di monsignor Michele, parroco della chiesa di Sant'Agostino a Ferrara: martedì concelebrerà i funerali

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FERRARA. Un immenso lutto ha colpito monsignor Michele Zecchin, parroco a Sannt'Agostino, la chiesa di via Mambro. La nipote Chiara, 19 anni appena, è morta a seguito di una caduta dalle scale, nella sua abitazione a Veggiano, nel Padovano.

Una tragedia inspiegabile: a trovare la giovane ormai priva di vita, martedì scorso intorno a mezzogiorno, è stata la sorella maggiore Maria, rincasata dall’università. Vani, purtroppo, i tentativi di rianimare Chiara messi in atto dalla stessa sorella prima e dai sanitari del Suem poi, che per un’ora hanno cercato disperatamente di strappare la giovane studentessa alla morte: dopo sessanta interminabili minuti hanno dovuto comunicare ai famigliari che Chiara non c’era più.

Chiara Zecchin era una brillante studentessa, iscritta al primo anno della facoltà di Storia, all’università di Padova. La stessa che frequenta la sorella Maria, maggiore di tre anni. Due sorelle legatissime, che si assomigliano molto e che avevano scelto il medesimo percorso di studi. Bravissime entrambe, si sono diplomate con il massimo dei voti al liceo scientifico Galilei di Selvazzano: Maria con il 100 e la lode tre anni fa, Chiara a giugno con cento. La settimana scorsa Chiara aveva saputo di avere vinto una borsa di studio per meriti scolastici. Per dedicarsi allo studio, due anni fa aveva lasciato la pallavolo: aveva militato nell’Usma di Caselle e nella Pool Patavium. Le due sorelle hanno anche un fratellino undicenne, bravissimo musicista che suona pianoforte e violoncello: papà Andrea, il fratello di monsignor Zecchin, è un tecnico e lavora spesso all’estero, mamma Silvia lavora invece in banca a Rubano. Una famiglia talentuosa, ma semplice e molto unita.

«Le nostre lezioni all’università non coincidevano» - ha la forza di raccontare la sorella Maria -, le mie si svolgono nella prima parte della mattinata, più tardi quelle di Chiara. Di solito ci incrociavamo alla fermata del pullman: quello con cui arrivo io è quello che lei prende per andare a Padova. Quando non l’ho vista, la prima cosa che ho pensato è stata che si fosse addormentata e non avesse fatto in tempo a prendere l’autobus». Maria quindi è rincasata, ma, fatti pochi passi all'interno della casa di famiglia, ha trovato la sorella accasciata ai piedi della scala che porta al piano superiore. «Ho chiamato immediatamente il 118 - prosegue la giovane - che mi ha guidato nelle prime manovre di rianimazione, che poi i sanitari, al loro arrivo, hanno continuato per un’ora. Invano purtroppo». La voce di Maria si spezza, troppo forte il ricordo e il dolore per questa tragedia così grande. È probabile che Chiara sia scivolata dalle scale, forse a causa delle ciabatte che calzava: il cellulare era rimasto al pianterreno, quindi dev'essere salita con l’intenzione di ridiscendere subito. Non si esclude però nemmeno il malore, che l’abbia colta all’inizio della scala e che l’abbia fatta precipitare lungo i gradini.

Il funerale di Chiara Zecchin sarà celebrato martedì alle 15 nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Veggiano, a pochi passi dalla casa in cui la studentessa diciannovenne viveva con la famiglia e dove martedì scorso è deceduta cadendo dalle scale. Ad affiancare il parroco, don Gian Marco Vezzaro nella celebrazione sarà proprio lo zio della ragazza, monsignor Michele Zecchin. Proseguono intanto i ricordi di chi aveva conosciuto e amato Chiara: il liceo Galilei di Selvazzano, nel quale la giovane si era diplomata la scorsa estate con il massimo dei voti, l’ha ricordata nella home page del sito internet istituzionale con un dolce messaggio e una foto in cui la studentessa sorride, il sorriso perenne, d’altronde, era una caratteristica distintiva di Chiara: «Abbiamo camminato con te, con te abbiamo studiato. Tu arrivavi sempre per prima e ci aspettavi. Anche questa volta. Ciao Chiara. Aspettaci. Ci vediamo».

Monsignor Michele Zecchin, prima parroco a Lido Estensi nella chiesa di San Paolo, poi in città al Corpus Domini in via Torboli, da due anni segue la comunità della parrocchia di Sant'Agostino ed è stato anche vice-rettore del Seminario di Ferrara. La sua missione è stata in gran parte dedicata proprio ai giovani, per i quali si era prodigato sia sul litorale comacchiese, sia a Ferrara, così come in occasione delle vacanze in montagna. Persona di grande disponibilità, don Michele è stgato anche fra i commentatori del Vangelo domenicale per la Nuova Ferrara: a lui le più sentite condoglianze da parte di tutto il giornale.

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