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Sequestro della Rechim I sindaci preoccupati

Sequestro della Rechim I sindaci preoccupati

Argenta e Molinella sollecitano Ausl e Arpae a fornire a fornire i dati  sulla qualità dell’aria e dell’ambiente intorno all’azienda di Traghetto

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TRAGHETTO. Sono preoccupati i sindaci di Argenta e Molinella dopo il sequestro, da parte dei carabinieri forestali dell’Emilia Romagna, della Rechim a Traghetto. L’accusa nei confronti di cinque dirigenti dell’azienda chimica è di traffico illecito di rifiuti e di frode in commercio. Così Antonio Fiorentini, primo cittadino di Argenta, con il collega Dario Mantovani (Molinella) ribadiscono la necessità di tutelare cittadini e lavoratori della Rechim rivendicano per i due Comuni «il ruolo di interlocutori necessari e diretti di ogni informazione e riscontro sul tema Rechim, e in questo senso ci muoveremo, con Ausl e Arpae». E i due sindaci sollecitano di poter avere i risultati dell’indagine ambientale fatta eseguire in primavera: «Appena potremmo entrare in possesso dei dati delle risultanze alla chiusura delle indagini provvederemo a darne ampia rilevanza e comunicazione alla popolazione».

«È con seria preoccupazione - evidenziano i due sindaci - che abbiamo accolto» la notizia del sequestro. E i due primi cittadino si augurano che «la magistratura concluda le indagini il prima possibile, in modo da avere una visione chiara dell’accaduto. Per quanto possibile chiediamo di rimanere aggiornati dei fatti e delle evidenze delle indagini, affinché sia possibile fornire il nostro completo appoggio e tutto il nostro contributo».

Fiorentini e Mantovani intanto chiariscono che «i reati per cui l’azienda è indagata riguardano il prodotto finito e smerciato e non abbiamo motivo di pensare che ci siano state alcune conseguenze sullo stato dell’ambiente nelle vicinanze dell’azienda o in altri luoghi dei nostri Comuni». E i sindaci sottolineano di aver sempre «affiancato gli organi deputati sul nostro territorio alle attività di controllo ambientale, Ausl e Arpae, per assicurarci che non si verificassero illeciti». Nello specifico, poi, Fiorentini e Mantovani ricordano che alla fine del 2016 hanno richiesto, « in via eccezionale ed extra-normativa ordinaria, l’attuazione di una campagna di rilevazione degli odori tramite speciali nasi elettronici, per investigare la qualità dell’aria nei dintorni dell’azienda». L’indagine è stata svolta la scorsa primavera e appena pervenuti i dati, dopo un confronto con Arpae Bologna, «sono stati inoltrati all’Ausl affinché le analisi fossero verificate, per fugare qualsiasi dubbio su eventuali problematiche legate al ciclo lavorativo della ditta in questione. È ora quanto mai urgente e necessario che l’Ausl ci formalizzi una concreta risposta, di modo che i dati e le rilevanze possano essere condivisi con la popolazione». Per i due sindaci «questi fatti gravi impongono una particolare attenzione a tutto ciò che riguarda l’azienda, abbiamo quindi inoltre intenzione di chiedere a Arpae Emilia Romagna che ci fornisca la valutazione correlata all’autorizzazione d’ampliamento di produzione richiesta dall’azienda, concessa l’11 settembre scorso, in seguito a una lunga procedura di miglioramento dell’efficienza e della sicurezza degli impianti attuata dalla Rechim negli ultimi anni».



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