Tragedia del Mezzano Condannato ex dirigente
Comacchio, un anno (pena sospesa) per l’allora responsabile dei Lavori pubblici La segnaletica carente e priva di manutenzione contribuì all’incidente mortale
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COMACCHIO . La mancata manutenzione della segnaletica stradale contribuì a determinare la tragedia del Mezzano costata la vita a tre persone, e per questo l’allora dirigente dei Lavori Pubblici del Comune di Comacchio, Claudio Fedozzi deve essere ritenuto responsabile di concorso in omicidio colposo. Il giudice Debora Landolfi ha accolto la tesi accusatoria della procura e ieri ha condannato l’architetto Fedozzi a un anno di reclusione (con pena sospesa).
L’incidente avvenne il 24 aprile del 2014 nelle campagne del Mezzano. Nello scontro tra un’auto e un furgone morirono tre lavoratori stagionali: Nicola Buonafede, un ragazzo comacchiese di 23 anni, e due donne serbe di 45 anni, Spasoika Kukjlo e Radmilla Pejovik, che viaggiavano con altre connazionali sul Ford Transit guidato da Zeliko Kukjlo, marito di una delle vittime, e che aveva già patteggiato una oena di dieci mesi. Lo scontro avvenne tra Strada Umana e Strada Fosse, entrambe cedute dall’Ersa (Ente di bonifica) al Comune di Comacchio, che ne era così diventato responsabile per la manutenzione. Buonafede, proveniva da Strada Fossa e svoltando a sinistra si era immesso su Strada Umana dove in quel momento proveniva il furgoncino. La difesa (avvocati Caniato e Venturi) nel corso del dibattimento e anche nello loro arringhe finali, hanno puntato l’attenzione sulle mancanze dei conducenti: la velocità oltre i limiti, la mancanza di cinture di sicurezza, probabilmente l’uso dei cellulare. Ma per il pm Tittaferrante non meno determinante era stata la segnaletica usurata e coperta da arbusti, la cui ultima manutenzione risaliva al 2010. Tra l’altro il Comune di Comacchio dal 2002 al 2011 aveva ricevuto dalla Regione 230mila euro all’anno per la manutenzione delle strade ex Ersa. Contributi vincolati a quell’utilizzo, ma che vennero investiti per altri scopi. Da qui si era aperto un secondo filone di inchiesta che vedeva tre persone indagate. Procedimento poi archiviato, ma pur in mancanza di rilievi penali, il pm Tittaferrante ha trasmesso gli atti alla Regione, per valutare irregolarità di natura contabile.
«Siamo soddisfatti della sentenza - hanno commentato gli avvocati di parte civile Samuele Bellotti e Giacomo Forlani che assistevano i familiari delle vittime -, non era semplice poter dimostrare il nesso di causa tra la mancata manutenzione della segnaletica e l’incidente, ma così è stato».
L’incidente avvenne il 24 aprile del 2014 nelle campagne del Mezzano. Nello scontro tra un’auto e un furgone morirono tre lavoratori stagionali: Nicola Buonafede, un ragazzo comacchiese di 23 anni, e due donne serbe di 45 anni, Spasoika Kukjlo e Radmilla Pejovik, che viaggiavano con altre connazionali sul Ford Transit guidato da Zeliko Kukjlo, marito di una delle vittime, e che aveva già patteggiato una oena di dieci mesi. Lo scontro avvenne tra Strada Umana e Strada Fosse, entrambe cedute dall’Ersa (Ente di bonifica) al Comune di Comacchio, che ne era così diventato responsabile per la manutenzione. Buonafede, proveniva da Strada Fossa e svoltando a sinistra si era immesso su Strada Umana dove in quel momento proveniva il furgoncino. La difesa (avvocati Caniato e Venturi) nel corso del dibattimento e anche nello loro arringhe finali, hanno puntato l’attenzione sulle mancanze dei conducenti: la velocità oltre i limiti, la mancanza di cinture di sicurezza, probabilmente l’uso dei cellulare. Ma per il pm Tittaferrante non meno determinante era stata la segnaletica usurata e coperta da arbusti, la cui ultima manutenzione risaliva al 2010. Tra l’altro il Comune di Comacchio dal 2002 al 2011 aveva ricevuto dalla Regione 230mila euro all’anno per la manutenzione delle strade ex Ersa. Contributi vincolati a quell’utilizzo, ma che vennero investiti per altri scopi. Da qui si era aperto un secondo filone di inchiesta che vedeva tre persone indagate. Procedimento poi archiviato, ma pur in mancanza di rilievi penali, il pm Tittaferrante ha trasmesso gli atti alla Regione, per valutare irregolarità di natura contabile.
«Siamo soddisfatti della sentenza - hanno commentato gli avvocati di parte civile Samuele Bellotti e Giacomo Forlani che assistevano i familiari delle vittime -, non era semplice poter dimostrare il nesso di causa tra la mancata manutenzione della segnaletica e l’incidente, ma così è stato».
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