La Nuova Ferrara

Ferrara

Avis e Gruppo archeologi uniti per la cultura di Ro

Avis e Gruppo archeologi uniti per la cultura di Ro

I donatori di sangue sosterranno l’attività di scavi e ricerche condotta dal Gaf Impegno comune per la crescita del volontariato e il coinvolgimento dei giovani

2 MINUTI DI LETTURA





RO. Presentato ieri pomeriggio a Ro, nella sede comunale di Avis, l'accordo tra l'associazione dei volontari donatori di sangue ed il Gruppo Archeologico Ferrarese. Presenti tra gli altri Letizia Bassi, direttore del gruppo ferrarese e Liviano Palmonari, ispettore onorario e colonna del Gaf, oltre al presidente di Avis provinciale di Ferrara, Davide Brugnati ed al responsabile di Avis per Ro, Daniele di Fresco, oltre ad altri volontari sia di Avis che del Gaf. Nel corso dell'incontro è stata presentata l'attività del Gaf, ma soprattutto è stata illustrata la scelta di Avis di sostenere gli archeologi.

«Un'associazione di volontariato che si appoggia ad un'associazione di volontari», ha detto Brugnati in apertura. Il discorso di base è molto semplice: il Gaf propone un lavoro di ampia portata, con gli scavi, le ricerche ed un'attività archeologica condotta su solidissime basi scientifiche, ed Avis sceglie da sempre di appoggiare, a parte la sua attività istituzionale le attività di volontariato che abbiano come obiettivo la crescita del volontariato nel territorio. In particolare, l'Avis di Ro è partito dal grande lavoro di didattica che il Gaf realizza con le scuole, lavoro che è utilissimo per la crescita dei ragazzi del territorio, ed appoggiando (Avis ha già sostenuto l'ultima campagna di scavi) anche con dei fondi le attività del gruppo archeologico, l'Avis ottiene molti risultati, dal presentarsi ai ragazzi che intanto possono familiarizzare con l'organizzazione, conoscerla, magari valutare la possibilità futura di adesione al sostegno ad attività meritorie. Non va infatti dimenticato come il Gaf, oltre alle normali attività di scavo e ricerca, conduca da anni un proficuo rapporto di collaborazione con i disabili del San Bartolo (che svolgono un importante lavoro di ricostruzione di mosaici e di assemblaggio di frammenti) ed anche una possibilità di inserimento per migranti (nell'ultima stagione un ragazzo richiedente asilo ha collaborato agli scavi). Per Avis una possibilità di sostenere attività di grande valore e di essere coinvolta in un proposta culturale di livello. Il sostegno di Avis aiuta a mandare avanti un'attività che ha anche costi di un certo rilievo da affrontare, se non altro per assicurare i volontari e mandare avanti le questioni generali. In programma, comunque, ci sono altri scavi e ricerche sulle vestigia romane , una forte attività di didattica a che negli altri Comuni dell'Unione Terre e Fiumi e ricerche per altri siti.

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google