confagricoltura
«Erbacce, il glifosate è necessario»
Proteste per lo stato dei cimiteri. Scaramagli: «Colpa dei divieti»
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«Relativamente all’articolo pubblicato su La Nuova Ferrara lo scorso 29 ottobre, circa le proteste dei cittadini rispetto alla presenza di erbacce nei cimiteri, comprendo perfettamente le giustificazioni dell’amministratore di Ferrara Servizi, che scusandosi con i cittadini, ha ricondotto la problematica ai divieti introdotti nell’utilizzo del glifosate utilizzato in dosi limitate anche nei cimiteri, perché attualmente non esiste un’alternativa efficace al suddetto erbicida».
Lo afferma Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «Siamo di fronte a un incredibile paradosso: anche l’Echa (l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche) ha classificato il glifosate non cancerogeno, confermando quanto avevano già dichiarato l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (Efsa), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e la Fao, eppure c’è chi vuole abolire comunque l’uso del glifosate, rischiando di dover poi ricorrere ad altri diserbanti che, in quanto meno efficaci, necessiterebbero di dosi decisamente più consistenti. In Italia il glifosate viene utilizzato in agricoltura soprattutto in autunno, per preparare i letti di semina, e non in pre-raccolta, come avviene invece in alcuni Paesi del nord per accelerare il processo di essiccazione. Da noi, proprio grazie al glifosate, la preparazione dei terreni avviene in maniera altamente rispettosa dell’ambiente, perché è nell’interesse degli agricoltori porre la massima attenzione alla sicurezza dei prodotti alimentari e alla tutela dell’ambiente. La molecola viene anche utilizzata nell'agricoltura conservativa e consente di prevenire l'erosione del suolo, di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di aumentare la materia organica nel terreno. È necessario che le decisioni politiche circa il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosate, si fondino sugli esiti delle rigorose valutazioni compiute dalle diverse autorità e non su comunicazioni non obiettive, frutto di battaglie ideologiche non supportate da solide basi scientifiche. Diversamente, la nostra agricoltura si troverà sempre più in difficoltà, anche perché impedire l'utilizzo di questo fondamentale erbicida vorrebbe dire favorire i Paesi terzi che esportano verso l’Italia e che lo utilizzano in modalità non consentite nel nostro Paese, dato che per loro il glifosate resterebbe a completa disposizione». (a.t.)
Lo afferma Pier Carlo Scaramagli, Presidente di Confagricoltura Ferrara, che prosegue: «Siamo di fronte a un incredibile paradosso: anche l’Echa (l’Agenzia Europea per le sostanze chimiche) ha classificato il glifosate non cancerogeno, confermando quanto avevano già dichiarato l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare (Efsa), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e la Fao, eppure c’è chi vuole abolire comunque l’uso del glifosate, rischiando di dover poi ricorrere ad altri diserbanti che, in quanto meno efficaci, necessiterebbero di dosi decisamente più consistenti. In Italia il glifosate viene utilizzato in agricoltura soprattutto in autunno, per preparare i letti di semina, e non in pre-raccolta, come avviene invece in alcuni Paesi del nord per accelerare il processo di essiccazione. Da noi, proprio grazie al glifosate, la preparazione dei terreni avviene in maniera altamente rispettosa dell’ambiente, perché è nell’interesse degli agricoltori porre la massima attenzione alla sicurezza dei prodotti alimentari e alla tutela dell’ambiente. La molecola viene anche utilizzata nell'agricoltura conservativa e consente di prevenire l'erosione del suolo, di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di aumentare la materia organica nel terreno. È necessario che le decisioni politiche circa il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosate, si fondino sugli esiti delle rigorose valutazioni compiute dalle diverse autorità e non su comunicazioni non obiettive, frutto di battaglie ideologiche non supportate da solide basi scientifiche. Diversamente, la nostra agricoltura si troverà sempre più in difficoltà, anche perché impedire l'utilizzo di questo fondamentale erbicida vorrebbe dire favorire i Paesi terzi che esportano verso l’Italia e che lo utilizzano in modalità non consentite nel nostro Paese, dato che per loro il glifosate resterebbe a completa disposizione». (a.t.)
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