SCORTICHINo - degrado nel capannone
Il sindaco: «Vicenda da chiudere presto»
SCORTICHINO. Dopo il ritiro dell’ordinanza per smaltire i rifiuti in un capannone aziendale a Scortichino, la sentenza del Tar che dà torto al Comune e le spese legali a carico del municipio, sulla...
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SCORTICHINO. Dopo il ritiro dell’ordinanza per smaltire i rifiuti in un capannone aziendale a Scortichino, la sentenza del Tar che dà torto al Comune e le spese legali a carico del municipio, sulla vicenda interviene il sindaco Nicola Bergamini: «L’amministrazione è decisa a chiudere la vicenda. La precedente ordinanza è stata ritirata, perché il ricorso al Tar presentato dal curatore fallimentare avrebbe protratto a lungo i termini. Troveremo certamente altre strade».
Il sindaco aggiunge che la battaglia per ripristinare una situazione di normalità, nel capannone di via Provinciale a Scortichino, in cui si trova un cumulo di rifiuti, non è finita. Nonostante l’annullamento dell’ordinanza numero 105, emessa lo scorso 8 giugno. Con la quale, in pratica, il primo cittadino aveva richiesto al curatore fallimentare di provvedere (o fare provvedere) alla pulizia dell’area, ipotizzando una responsabilità di “culpa in vigilando”. Una sorta di responsabilità oggettiva per mancato controllo.
Il cumulo di rifiuti era stato individuato durante le ispezioni compiute sul posto dai tecnici municipali, ed è dovuto “all’incuria” della gestione dell’azienda fallita, operante in passato nella frazione. Tre mesi dopo l’ordinanza del sindaco, tuttavia, il curatore fallimentare ha presentato un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), impugnando il provvedimento e chiedendo l’annullamento dell’ordinanza. Il ritiro dell’ordinanza, comunicato anche allla Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, «è dovuto al fatto che si sarebbe andati per le lunghe, con esisti incerti, in un procedimento che avrebbe solo spostato in avanti il problema».
«La cosa assurda – dice il sindaco – è che per cavilli unicamente di natura amministrativa è sempre complicato, nei casi di fallimenti, individuare il responsabile. Esiste, tuttavia, un problema di inciviltà da parte di chi abbandona rifiuti e poi se ne va. I costi di smaltimento (che non sono solo i duemila euro delle spese processuali del Tar, ma ben maggiori) non devono ricadere sulla collettività. Individueremo per questo il responsabile». (mi.pe)
Il sindaco aggiunge che la battaglia per ripristinare una situazione di normalità, nel capannone di via Provinciale a Scortichino, in cui si trova un cumulo di rifiuti, non è finita. Nonostante l’annullamento dell’ordinanza numero 105, emessa lo scorso 8 giugno. Con la quale, in pratica, il primo cittadino aveva richiesto al curatore fallimentare di provvedere (o fare provvedere) alla pulizia dell’area, ipotizzando una responsabilità di “culpa in vigilando”. Una sorta di responsabilità oggettiva per mancato controllo.
Il cumulo di rifiuti era stato individuato durante le ispezioni compiute sul posto dai tecnici municipali, ed è dovuto “all’incuria” della gestione dell’azienda fallita, operante in passato nella frazione. Tre mesi dopo l’ordinanza del sindaco, tuttavia, il curatore fallimentare ha presentato un ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), impugnando il provvedimento e chiedendo l’annullamento dell’ordinanza. Il ritiro dell’ordinanza, comunicato anche allla Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, «è dovuto al fatto che si sarebbe andati per le lunghe, con esisti incerti, in un procedimento che avrebbe solo spostato in avanti il problema».
«La cosa assurda – dice il sindaco – è che per cavilli unicamente di natura amministrativa è sempre complicato, nei casi di fallimenti, individuare il responsabile. Esiste, tuttavia, un problema di inciviltà da parte di chi abbandona rifiuti e poi se ne va. I costi di smaltimento (che non sono solo i duemila euro delle spese processuali del Tar, ma ben maggiori) non devono ricadere sulla collettività. Individueremo per questo il responsabile». (mi.pe)
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