Rogo alla Bofrost: nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco
Restano aperte ancora tutte le ipotesi per l'incendio che ha devastato il capannone e distrutto 10 furgoni-frigo
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Un evento accidentale, determinato da un cortocircuito all’impianto fotovoltaico o a un guasto ai furgoni o alle celle frigorifere; oppure un atto voluto, un vero e proprio sabotaggio. Restano ancora aperte tutte le ipotesi sulle cause dell’incendio che il 15 ottobre scorso ha distrutto un capannone e dieci camion dell’azienda Bofrost di via Sutter, nella zona della piccola media industria. Le polizia giudiziaria dei vigili del fuoco di Ferrara sta ancora lavorando alla relazione tecnica da consegnare alla procura.
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Per completarla si dovrà attendere un ulteriore accertamento, per il quale gli inquirenti hanno già preso accordi con Arpae e provveduto ai necessari adempimenti amministrativi: sarà infatti necessario procedere allo smassamento delle macerie allo scopo di ricavare elementi utili alle indagini e alla determinazione delle cause del devastante rogo.
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Nell’arco di alcuni giorni dunque i vigili del fuoco torneranno sul luogo dell’incendio per una nuova verifica dei luoghi e la ricerca di indizi che possano indirizzare le indagini sulla pista accidentale o dolosa.
L’incendio di tre settimane fa, divampato attorno alle 9.30 di una domenica mattina, ha provocato all’azienda di prodotti surgelati danni stimati per difetto in 2 milioni e mezzo di euro. Le fiamme hanno divorato in poco tempo il capannone, che è collassato, e dieci dei ventotto automezzi utilizzati per le consegne sono andati completamente distrutti. La struttura naturalmente è stata dichiarata inagibile, ma l’azienda Bofrost già dal giorno successivo è stata in grado di riprendere le consegne e rispettare gli impegni presi utilizzando i 18 furgoni rimasti e altri mezzi fatti arrivare dalle vicine sedi di Este (Padova) e Bologna.
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