poggio renatico
Il comitato rifiuti va al ministero «Impegno di civiltà»
POGGIO RENATICO. Incuranti del maltempo ieri mattina i componenti del comitato per la riduzione dei costi sulla raccolta rifiuti, Stefania Farinelli, Vittorino Navarra e Luca Caselli, insieme ad...
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POGGIO RENATICO. Incuranti del maltempo ieri mattina i componenti del comitato per la riduzione dei costi sulla raccolta rifiuti, Stefania Farinelli, Vittorino Navarra e Luca Caselli, insieme ad alcuni simpatizzanti, erano in piazza del Popolo per raccogliere firme e informare i sugli ultimi sviluppi della loro battaglia.
Dopo aver premesso che nel comitato non c'è nessun portavoce ufficiale, ma chi parla riporta solo quello che il comitato ha concordato all'unanimità, Navarra ha spiegato che mercoledi 8 novembre «siamo stati convocati al ministero dell'Interno in merito al problema dei rifiuti nel nostro comune, che stiamo portando all'attenzione di tutti. Dovrebbero riceverci il ministro o il sottosegretario e noi consegneremo una corposa documentazione e una petizione, con oltre 300 firme, che abbiamo già inviato anche al prefetto. Chiediamo e vogliamo che sia ripristinata la democrazia partecipata nel nostro comune».
Il comitato fa riferimento al referendum chiesto dal gruppo, che il comitato dei garanti non ha ammesso: «Pensiamo e crediamo - continua Navarra - che i cittadini poggesi possano dire la loro con un referendum consultivo o abrogativo. Il sindaco ha denunciato un nostro componente, chiedendo 30mila euro per danni d'immagine, e l'assurdo è che per le spese del processo il Comune ha stanziato 5.500 euro. Per cui se il sindaco vince intasca i soldi e le spese sono a carico della comunità».
Luca Caselli ha anche ricordato come i soldi stanziati dal sindaco per pagare gli avvocati sarebbero «stati meglio utilizzati per affittare un locale in cui collocare il Cup, che ora ha chiuso, con i poggesi che devono rivolgersi in farmacia oppure andare a Cento».
Il comitato ha in corso anche una raccolta firme per invitare il primo cittadino a ritirare la denuncia. «La raccolta delle firme - rileva Navarra - ha subito un rallentamento, perché la gente è timorosa in quanto le forze dell'ordine, che fanno il loro dovere, hanno interrogato qualcuno dei firmatari chiedendo se sapevano quello che firmavano. Certo che lo sapevano, noi non siamo mistificatori e se le forze dell'ordine si sono mosse è perché c'è stato chi ha chiesto il loro intervento».
Se dal ministero non arriveranno risposte soddisfacenti, il comitato non si fermerà e ha annunciato la volontà di rivolgersi anche alla Corte Europea per i diritti dell'uomo.
«Per il momento - ha osservato Stefania Farinelli - ci fermiamo a queste notizie ma, a tempo debito, avremo anche novità sul discorso dell'Iva che non deve essere applicata in bolletta».
Il comitato non rallenta la sua azione ed è molto fiducioso sull'incontro di mercoledi al ministero dell'Interno.
Giuliano Barbieri
Dopo aver premesso che nel comitato non c'è nessun portavoce ufficiale, ma chi parla riporta solo quello che il comitato ha concordato all'unanimità, Navarra ha spiegato che mercoledi 8 novembre «siamo stati convocati al ministero dell'Interno in merito al problema dei rifiuti nel nostro comune, che stiamo portando all'attenzione di tutti. Dovrebbero riceverci il ministro o il sottosegretario e noi consegneremo una corposa documentazione e una petizione, con oltre 300 firme, che abbiamo già inviato anche al prefetto. Chiediamo e vogliamo che sia ripristinata la democrazia partecipata nel nostro comune».
Il comitato fa riferimento al referendum chiesto dal gruppo, che il comitato dei garanti non ha ammesso: «Pensiamo e crediamo - continua Navarra - che i cittadini poggesi possano dire la loro con un referendum consultivo o abrogativo. Il sindaco ha denunciato un nostro componente, chiedendo 30mila euro per danni d'immagine, e l'assurdo è che per le spese del processo il Comune ha stanziato 5.500 euro. Per cui se il sindaco vince intasca i soldi e le spese sono a carico della comunità».
Luca Caselli ha anche ricordato come i soldi stanziati dal sindaco per pagare gli avvocati sarebbero «stati meglio utilizzati per affittare un locale in cui collocare il Cup, che ora ha chiuso, con i poggesi che devono rivolgersi in farmacia oppure andare a Cento».
Il comitato ha in corso anche una raccolta firme per invitare il primo cittadino a ritirare la denuncia. «La raccolta delle firme - rileva Navarra - ha subito un rallentamento, perché la gente è timorosa in quanto le forze dell'ordine, che fanno il loro dovere, hanno interrogato qualcuno dei firmatari chiedendo se sapevano quello che firmavano. Certo che lo sapevano, noi non siamo mistificatori e se le forze dell'ordine si sono mosse è perché c'è stato chi ha chiesto il loro intervento».
Se dal ministero non arriveranno risposte soddisfacenti, il comitato non si fermerà e ha annunciato la volontà di rivolgersi anche alla Corte Europea per i diritti dell'uomo.
«Per il momento - ha osservato Stefania Farinelli - ci fermiamo a queste notizie ma, a tempo debito, avremo anche novità sul discorso dell'Iva che non deve essere applicata in bolletta».
Il comitato non rallenta la sua azione ed è molto fiducioso sull'incontro di mercoledi al ministero dell'Interno.
Giuliano Barbieri
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